Gli occhi del mondo sono puntati sull’isola del Giglio, è iniziata stamattina poco dopo le 9,00 l’operazione di parbuckling, la rotazione della Costa Concordia con la quale si tenterà di raddrizzare la nave naufragata il 13 gennaio del 2012, 500 persone di 26 nazioni lavoreranno ad un’impresa mai tentata in precedenza. I costi dell’operazione che ammontano a circa 600 milioni di euro necessari al recupero e alla rimozione in sicurezza del relitto della Concordia saranno totalmente a carico della compagnia. Il porto di Piombino è quello che accoglierà il relitto per le procedure di smantellamento.
E’ la prima volta che si realizza un’opera di questo tipo e credo che si siano fatti tutti i passi, assunte tutte le precauzioni, mobilitate tutte le intelligenze e risorse necessarie per affrontare una sfida così importante”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando aggiungendo anche ”naturalmente, essendo la prima volta che si realizza un’operazione del genere nella storia della marineria, sappiamo cosa avverrà soltanto dai modelli matematici e non dalla realtà fattuale. Ma non si è badato né a spese, né ad attenzioni, né ad approfondimenti per fare in modo tale – ha concluso – che il rischio sia limitato al minimo”.
La parte che sta emergendo dal mare, circa un metro, è chiaramente distinguibile, per il suo colore scuro, rispetto a quella che è da sempre rimasta fuori dall’acqua. La prima fase delle operazioni è quella del distacco dagli scogli: il relitto poggia su due speroni di roccia che l’hanno in parte penetrato e dai quali lo scafo deve disincagliarsi.
E’ chiaro che, come sottolineato anche dal ministro Orlando, si aprirà anche la questione del danno ambientale e dei costi necessari al ripristino dello straordinario ecosistema del Giglio e che anche questi debbano essere a carico della compagnia e non dei cittadini”. Così il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci. ”Il recupero e la rimozione della Costa Concordia è un’operazione senza precedenti, da far tremare le vene e i polsi, ma può essere anche un’occasione di riscatto per il Paese che ha gli occhi del mondo puntati addosso” ha concluso Realacci.




