Roma, 7 ott. – Via libera dal cda di Mps al piano di ristrutturazione 2013-2017 concordato con il ministero dell’Economia e la Commissione europea, che dovrà approvarlo entro il 14 novembre, giorno in cui è in programma il cda della banca per l’ok ai conti dei primi nove mesi.
Il piano prevede un maxi-aumento di capitale da 2,5 miliardi per rimborsare 3 miliardi di Monti bond entro il 2014, la chiusura di 150 sportelli oltre ai 400 giè chiusi a settembre e 8mila esuberi al 2017 di cui 2.700 già conseguiti al 30 giugno scorso. Per la quota rimanente, di circa 5.300 dipendenti, oltre alle operazioni industriali di cessione delle attività non strategiche e di esternalizzazione, il Piano prevede soluzioni “che consentano il raggiungimento degli obiettivi con il minor impatto occupazionale possibile attraverso il ricorso al Fondo di solidarietà” nell’ambito del confronto con i sindacati.
Nel caso in cui le condizioni di mercato non dovessero consentire il completamento dell’aumento di capitale entro il termine stabilito (dicembre 2014) il piano prevede la conversione dei Monti bond in azioni nuove della Banca. Entro il 2017 intanto l’istituto dovrà alleggerire l’esposizione sui titoli di Stato da 23 a 17 miliardi di euro.
C’è anche l’impegno dell’istituto a rispettare il tetto di 500mila euro per gli stipendi dei top manager, fino al completamento dell’aumento di capitale o al rimborso integrale dei Monti Bond. Sul fronte dei tagli alle spese amministrative si punta a ridurre, nel periodo 2011-2017, i costi per circa 440 milioni di euro, di cui circa 140 milioni di euro conseguibili entro il 31 dicembre di quest’anno. L’ulteriore riduzione, pari a circa 300 milioni di euro, sarà realizzata attraverso “messa a regime delle 170 azioni realizzate o in corso di realizzazione nel 2013, chiusura di ulteriori 150 filiali (in aggiunta alle 400 già effettuate), ristrutturazione dell’operazione ‘Chianti Classico’, azioni addizionali di space management, rinegoziazione dei contratti di fornitura, razionalizzazione dell’architettura IT e dei relativi costi, cessione di attività non strategiche e contenimento spese amministrative del personale legate alle ulteriori riduzioni del numero dipendenti. Nel caso in cui alcuni obiettivi commerciali e di redditività non fossero raggiunti, verrà effettuato un ulteriore intervento sui costi operativi”.



