Con una pagine identica a quella di Poste Italiane gli avevano carpito con il cosiddetto phising il numero della carta di credito e la password prelevando dal suo conto 1322 euro. Ivan D’Elia, milanese, è ricorso al giudice di pace che ha condannato Poste Italiane al risarcimento di 1322 euro, oltre agli interessi e alle spese, spiegando che deve 2essere cura di chi utilizza strumenti informatici adottare tutte le cautele necessarie per garantire la riservatezza dei propri dati”.



