Di
Gaetano Memmola
Ancora una volta incontriamo il Sindaco di Castenaso STEFANO SERMENGHI, al suo secondo mandato, dopo una elezione di altissimo consenso popolare.
Ci piace incontrare il Sindaco Sermenghi perché a noi pare che il suo “fare” sia davvero molto vicino alla gente e anche molto in linea con una visione della politica che “piace”, oltre ogni dogma, ideologie e posizione.
Sindaco Sermenghi, le ultime elezioni regionali hanno segnato un dato che occorre commentare, non crede ?
Siamo di fronte a una catastrofe annunciata, dalla quale non possiamo sottrarci come commenti e alla quale possiamo solo riservare massima preoccupazione. Per me, che vengo dall’esperienza di Castenaso con percentuali di votanti pari all’OTTANTA PER CENTO, è un dato davvero indice di un malessere che ha radici profonde nella politica e negli uomini che la rappresentano, oltre gli schieramenti cui appartengono. A non votare sono stati i Renziani, del PD e non del PD , che avevano creduto in Renzi e che non sono andati al voto dopo le ottime adesioni delle europee, e i motivi sono che, di “Renziani” ( mi passi il termine esemplificativo), non c’era nessuno né a rappresentare la linea innovativa del presidente del Consiglio , né a rappresentarne programmi e intendimenti.
Il tutto condito da una situazione all’interno della quale il livello nazionale rappresenta un Matteo Renzi in qualche affanno nell’affermare la sua linea operativa, contrastata da ogni Soggetto o Potere interessato, e qui in Emilia Romagna non trova alcun segno di adesione , visto che lo stesso PD è ben lungi da rappresentare il nuovo corso renziano. In Emilia Romagna siamo ancora in una situazione che vede una adesione a Renzi di facciata, senza alcun seguito dal punto di vista delle azioni e decisioni conseguenti. Tante parole e poche convinzioni e fatti.
Ma Renzi pare sia non molto gradito perché esprime politiche non usuali alla sinistra, come la vede?
Mah, vorrei potere approfondire meglio quel concetto di “Partito della Nazione” che è molto caro al Presidente Renzi e che parla di un superamento delle ideologie e degli schemi passati , cercando e chiedendo una apertura mentale per scrollarsi di dosso i preamboli e i preconcetti, per fissare la attenzione politica sui programmi e sulla evoluzione del mondo alla luce di un nuovo concetto di vita comune. I partiti di massa non hanno più senso e non possiamo rimanere ancorati a situazioni che riguardavano l’Ottocento e si lottava per difendere i diritti dei lavoratori sfruttati. Oggi i lavoratori hanno altro cui pensare, forse al fondamentale fatto che il lavoro manca. Le ideologie vanno superate e la forma partito di massa deve cambiare, se proprio occorre segnalare differenze tra sinistra e destra forse si potrebbe dire che c’è chi pensa che i deboli vadano difesi e chi dei deboli se ne frega. Ma oggi per difendere i deboli occorre avere l’intelligenza di riconoscere che vadano usati strumenti che solitamente la storia attribuiva ad altri. Prendiamo ad esempio il tema della sicurezza o quello delle occupazioni abusive che fanno danni alle proprietà private.. chi sono i veri “offesi” nei loro diritti lesi? I DEBOLI… perché le case che vanno ad essere occupate non sono certo quelle degli industriali o dei ricchi possidenti, ma sono le abitazioni di chi magari aveva avuto una assegnazione popolare, occupando le case di ACER, usurpando la medesima casa a dei poveretti che magari attendevano da anni la assegnazione di quella casa.. Ecco questo è un caso che comunica un modo di affrontare problemi profondi, problemi della gente e dei deboli, che non possono trovare etichette nella destra o nella sinistra tout-court. Un debole che attacca i diritti di un altro debole non può essere giustificato da atteggiamenti ideologici fini a se stessi. Se si riesce a entrare in un superamento delle barriere ideologiche, decisamente inadeguate ed obsolete, si entrerà in una fase di moderna visione politica.
A Castenaso le percentuali di adesione al programma della mia squadra sono motivate in grande parte dalla volontà concreta di superamento ideologico mio e di tutta la squadra di governo che vede sempre e comunque IL CITTADINO, e mai il “tesserato”. Questo i Cittadini lo hanno capito e questa politica viene apprezzata e seguita.
Quindi Lei , Stefano Sermenghi ci conferma che il Suo compagno tesserato del PD o della CGIL non ha alcun privilegio di posizione?
Ma non c’è il minimo dubbio. Per me e per la mia squadra di governo i Cittadini hanno pari dignità sempre , a prescindere da colore, razza, estrazione e provenienza e credo. Alcune persone non hanno molto gradito questo modus operandi e qualcuno mi è venuto a dire che “si era consumato le scarpe” per favorire il drenaggio di voti a mio favore. Gli ho risposto che avrebbe potuto farne decisamente a meno e conservare scarpe con suole integre perché non ne avrei avuto bisogno. Davvero noi non abbiamo alcuna necessità di appoggi di tessere. E questa mentalità di occupazione interessata del territorio oramai è completamente superata e anacronistica, anche se ci sono resistenze residuali che non hanno più ragion d’essere.
Il consenso che Lei ha raccolto con i voti, ma ancor di più nelle dichiarazioni della gente , è notevole, a cosa è dovuto?
Intanto voglio premettere che il consenso così alto è dovuto essenzialmente ai miei Assessori e alla squadra di governo tutta. Una squadra composta da persone “competenti”, a prescindere dalla tessera che hanno in tasca. E questo alla lunga premia perché la competenza e il merito sono quanto di più opportuno dovrebbe oggi esprimersi nel Pubblico. Invece assistiamo, purtroppo, a una presenza di tecnocrati e di uomini che in quanto occupanti quel posto e quella particolare situazione, risultano attori indisturbati, purtroppo a volte aldilà del merito e della competenza che possano esprimere.Io personalmente voglio ribadire il concetto che la distinzione dei poteri e delle responsabilità fra “tecnici” e “politici” così come individuata dalla Legge Bassanini, purtroppo poi si scontra con la effettiva realtà dei fatti, ove, quando un funzionario compie un eventuale “errore” , il pm va a chiamare spesso e volentieri il Sindaco a rispondere… quindi , se permette, la responsabilità me la prendo, ma anche quella di scegliere le persone che governano però. Il nostro è un programma semplice e molto concreto che la gente comprende ed apprezza.
Ci può esporre alcuni punti esemplificativi del Suo programma?
Molto volentieri. Il primo punto è LA SCUOLA MEDIA , magari futuro POLO SCOLASTICO. Entro la fine dell’anno ci sarà il progetto preliminare, entro il 2015 il progetto definitivo. E il tutto sarà orientato una gradualità di interventi che dovranno necessariamente vedere la partecipazione di Cittadini, Insegnanti, Operatori e, sopratutto, Studenti. Voglio , a tal proposito, ricordare che nella fase di studio preliminare, svolgemmo una indagine presso i bambini e una bimba scrisse “VOGLIO UNA SCUOLA CON IL SOLE DENTRO”… ebbene noi vedremo di accontentare questa importante esigenza sentita da tutti e stiamo procedendo a progettazioni che vedano l’impiego di coni e tubazioni che raccolgano la luce solare e la espandano all’interno dell’edificio. Questo sarò importanti anche per il concetto di sostenibilità ambientale e risparmio energetico complessivo.il “Leit Motiv ” della scuola sarà proprio ” La Scuola con il Sole dentro “.
Poi ci sarà anche il complemento di strutture in legno lamellare, antisismiche, eco-compatibili. Insomma una Scuola innovativa.
Sarà pagata con investimento totalmente pubblico che trova le risorse sia nelle nuove regole riferite al patto di stabilità, che attraverso la vendita di nostri asset, quali le azioni di HERA.
Scusi Sindaco, mi interessa la vendita di azioni HERA…
Faccio una puntualizzazione su questo aspetto , mentre molti enti pubblici e Comuni vendono le azioni HERA per “coprire buchi di bilancio” noi se lo facciamo vogliamo costruire una scuola. E pensi quanto sia sbagliato vendere azioni e patrimonio per coprire buchi di bilancio, perché ogni azione fatta con quello scopo non produrrà che successivi ulteriori buchi di bilancio, perché non hai fatto azioni “strutturali” sul debito. Cosa che , peraltro, noi abbiamo fatto riducendo il debito del 35% negli ultimi 5 anni. Quindi noi abbiamo liberato risorse disponibili per gli investimenti, abbiamo utilizzato le risorse per estinguere i mutui contratti e quindi abbiamo dato impulso a un ciclo virtuoso dei conti pubblici, riducendo in modo rilevante la spesa corrente, con riduzione importante degli oneri finanziari.
E torno alla Scuola per affermare che oltre le azioni già dette, al fine di giungere allo scopo finale di reperimento complessivo delle risorse, se sarà necessario, potremo pensare anche a una “tassa di scopo”. Comunque sia questo progetto sarà realizzato perché “fattibile” nel corso di questo mandato.
E un altro punto e/o progetto che vuole rimarcare?
LA PISCINA. Senza alcun dispendio di SOLDI PUBBLICI. La Piscina non è una priorità, è sicuramente una cosa in più e quindi non è pensabile investire denari pubblici, a maggior ragione in questo periodo di vacche super magre. Pur riconoscendo che lo sport sia un elemento fantastico di aggregazione e di salute , obiettivamente occorre riconoscere che prima di fare sport occorre avere da mangiare.
La Piscina sarà curata dalla RARI NANTES CASTENASO, collegata e affiliata alla RARI NANTES BOLOGNA, che si sta occupando della raccolta di 1 milione di euro per avere disponibile la equity corretta alla realizzazione dell’impianto. Non sono tempi facili e qualche ritardo e intoppo a livello di raccolta delle risorse non manca, comunque la raccolta continua ed entro la fine del 2015 dovrebbero iniziare i lavori.
Veniamo a un punto molto sentito dalla cittadinanza, il Sistema di Raccolta rifiuti, cosa può dirci?
Ma guardi Le dico subito una cosa : “La regione Emilia Romagna su questo tema sta sbagliando tutto”. E non è l’unico tema dove la regione sbaglia, perché anche sulla Sanità ci sarebbe davvero da discutere ampiamente. Ma parliamo dell’ambiente. L’ambiente a livello idrico e rifiuti è molto importante. In Emilia Romagna per debolezza della politica la Società HERA ha preso il sopravvento su questi temi e oggi si può tranquillamente affermare che la Società in questione è colei alla quale sono di fatto asserviti gli enti e non il contrario. Le politiche ambientali vengono dettate dal gestore che amministra un servizio e non dalla politica. Questo è aberrante. Se HERA spinge affinché le politiche locali scelgano il sistema di raccolta PORTA a PORTA , è assurdo che i Comuni si adeguino ai desiderata di HERA. Questa soluzione crea 2 problemi, uno è quello della frammentazione del servizio che causa un “surplus” di rifiuti da smaltire . Noi oggi siamo litigando con ATERSIR, l’agenzia territoriale regionale , che oggi regola questi servizi a livello , appunto, regionale. Questo della localizzazione “regionale” già di per sé è un problema, perché noi non riusciamo più a “parlare” con ATERSIR in modo diretto, e peraltro abbiamo una situazione che vede il Sindaco di Bologna , maggiore azionista HERA, che decide per tutti… insomma un papocchio.
E allora come se ne viene fuori?
PRIMO : HERA … O E’ PUBBLICA O E’ PRIVATA !
O ci riprendiamo tutte le azioni ed HERA diventa un mero GESTORe che fa ciò che gli dicono i COMUNI, oppure se ne va in borsa e si confronta nel libero mercato con tutti gli altri competitori che ci sono.
Io oggi faccio una provocazione, da avvocato, …I COMUNI non dovrebbero pensare a VENDERE le AZIONI di HERA, ma a riprendersi le RETI. Noi ci siamo spogliati delle infrastrutture e oggi abbiamo perso il vero patrimonio operativo. Allora vorrei una Legge che dicesse che HERA torna privata e si confronta con il libero mercato, e i Comuni sono invece i proprietari delle RETI, all’interno delle quali il gestore, in competizione con altri, proporrà il suo servizio. La proprietà delle reti deve essere pubblica e mio invece oggi abbiamo le infrastrutture in mano a una Società ibrida.
Questo è il primo problema.
E il secondo è il CONTROLLO , che non può essere delegato ad una Agenzia regionale (ATERSIR) che non ha in contatto con il territorio. Il mio Comune, con 14 mila abitanti, conta lo ZEROVIRGOLA, quindi può immaginare dove possa giungere la mia voce e quella dei mie Cittadini.
E la storia che REPORT ha messo alla ribalta, riferita a HERA?
Ecco quella è una situazione che deriva proprio da questa confusione di ruoli nei quali il gestore fa il bello e il cattivo tempo, anche sottacendo di situazioni risapute e conosciute da anni.
E’ dal 2008 che abbiamo detto che gli Uffici di HERA dovevano essere spostati da quell’area che era risaputo avesse problemi ambientali rilevantissimi.
Lì doveva essere tutto bonificato e venduto, ma purtroppo non è stato bonificato e non sono riusciti a vendere, quindi al peggio non c’è mai fine. E’ gravissimo che continuino a stare lì. Ed è ancora più grave che il Comune abbia concambiato con azioni HERA la vendita di quel terreno. Un altro Papocchio di proporzioni grandiose.
Lancio un altra provocazione a tutti i Comuni dell’Emilia romagna : ” perché non spendiamo TUTTI GLI UTILI di HERA per la BONIFICA dei TERRENI relativi alle zone di ogni singolo Comune, inclusa l’area di Bologna?
Queste sarebbero azioni politiche vere… chi lo farà??
Cosa ci può dire della Riforma dello stato e della visione di organizzazione territorialmente più ampia?
Ecco, per essere chiari, la RIFORMA dello STATO è tale e non può essere che poi ognuno faccia invece “a modo suo”. Lo scheletro deve essere comune. Guardi la situazione riferita alla riorganizzazione delle Province e alla costituzione delle Città metropolitane. Affinché si abbia un territorio che in modo semplice cerchi soluzioni amministrative e di dialogo con lo Stato, occorre eliminare e non aggiungere. Invece capita che, per esempio, in questo nostro territorio noi abbiamo 4 LIVELLI
- L’UNIONE DEI COMUNI
- LA CITTA METROPOLITANA
- LA REGIONE
- LO STATO
in questi 4 livelli di struttura dello stato ce ne sono 2 NON ELETTI dai CITTADINI.
Questo è aberrante sia dal punto di vista giuridico che della organizzazione libera di un territorio, e nessuno ha il coraggio di dirlo.
Come fanno a coesistere questi 4 livelli?
Occorre ammettere che le Regioni, con la riforma intervenuta dell’articolo QUINTO, le abbiamo definitivamente rovinate. Forse proprio le Regioni sarebbero l’Ente di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno, o comunque drasticamente ridotte.
Poi le Citta metropolitane e le Unioni dei Comuni devono trovare una collocazione anche dove le Città metropolitane non ci sono. A Campogalliano, ad esempio , chi fa le funzioni di Città metropolitane??
A mio parere le cose vanno semplificate e razionalizzate. Io vedo una Città metropolitana con Sindaco metropolitano eletto dai Cittadini e un territorio più ampio da amministrare con tanti municipi da gestire territorialmente.
Se vogliamo guardare con una visione in avanti occorre pensare a una gestione declinata verso un benessere collettivo e servizi disponibili a tutti senza differenze fra frazioni e che rechi effettiva semplificazione e accesso di favore per i deboli. Si guardi ad esempio al servizio dei trasporti , ai biglietti validi per tratte ampie e senza differenza di tariffe fra una zona e l’altra etc…
E vorrei anche in questo caso porre l’accento sulla politica che torni al suo compito e per esempio faccia la politica dei trasporti, oggi delegata invece a TPER. In una Città metropolitana vera ed eletta dai Cittadini la scelta, il confronto e la condivisione sui servizi li fa la politica e non il gestore dei servizi.
E le Regioni a Statuto Speciale?
LE REGIONI A STATUTO SPECIALE bisogna abolirle SUBITO !
Non è assolutamente sopportabile che , ad esempio, le province di Trento e Bolzano trattengano una i 7/10 e l’altra 1 9/10 dell’IRPEF pagata dai suoi cittadini nel territorio ( non ricordo esattamente quale delle 2 trattenga le 2 aliquote) . Questo è assolutamente iniquo in una situazione generale dove tutti gli altri esseri “normali” trasferiscono a Roma e ricevono dalla medesima, quando ricevono, minimi ristorni. Se io a Castenaso trattenessi i 7/10 o anche i 9/10 avremmo un Paese delle fiabe. E mi arrabbio quando sento miei concittadini che dopo la vacanza in Trentino Alto Adige vengono a riferirmi di gente sorridente con fiori e profumi… Ci credo … in quei posti ad esempio le ristrutturazioni delle case le paga la provincia… Ebbene se io avessi quei soldi qui tutti avrebbero case “clima zero” con grondaie d’oro e Porsche Cayenne Ibrida nel garage, tutto pagato dal Comune !
Allora, o facciamo diventare tutto come Tento e Bolzano, oppure ABOLIAMO IMMEDIATAMENTE TUTTE LE REGIONI E PROVINCE a STATUTO SPECIALE. E questo lo rivendico e lo addebito a una mancanza di programma di Matteo Renzi, che dovrebbe su questo lanciare un editto SENZA SE E SENZA MA .
Poi però aggiungo anche, come detto prima, che io vedrei bene l’abolizione addirittura di TUTTE LE REGIONI, quindi mi sembra di ricomprendere in questo anche le Regioni Speciali.
Ma dove le Regioni hanno fatto più danni?
LA SANITA’ è un esempio lampante !
La legge sul servizio sanitario nazionale del 1978 è stata DEVASTATA! Una delle legge migliori al mondo è stata distrutta !
La riforma del titolo quinto che ha compiuto tanti danni a vari livelli, ha agito nella Sanità in modo davvero devastante.
La SANITA’ è uno dei compiti che io vorrei gestiti dallo STATO.
E che non si dica poi che sono di “destra” perché voglio uno Stato Forte, ma in questo caso è assolutamente rilevante che sia lo Stato il titolare di compiti importanti quali quello della SALUTE dei CITTADINI e dei servizi ad essa collegati.
E il Jobs Act come lo definisce da “Renziano” ?
Beh io su questo progetto sono abbastanza critico. In modo generico viene conferita delega al Governo su molte materie… troppe, con il rischio di impantanarsi in una serie di querelles giuridiche che potrebbero intravvedere “eccesso di delega” ad ogni piè sospinto. con enormi problematiche da gestire. Poi c’è questa assurdità dell’articolo 18 : L’ARTICOLO 18 NON E’ Il PROBLEMA DELL ‘ITALIA !!!
Stiamo ideologizzando un problema che non sarebbe ideologica. la Legge Fornero lo aveva già ampiamente smontato. Il problema semmai è la LEGGE 223 sul LICENZIAMENTO COLLETTIVO… perché lì il lavoro non lo perde un singolo, ma tanti e tutti in una sola volta. Quindi è un falso problema che rischia di fare perdere il senso vero delle cose.
Oggi le Aziende chiudono e non c’è lavoro, questo è il vero problema.
Pensiamo a creare lavoro.
Come Sindaco cosa posso fare io in questo piccolo territorio e con le armi oggettivamente spuntate..??? Qualcosa però abbiamo deciso di fare, ad esempio sostenendo i commercianti e aiutandoli nel fare impresa, cercando di non mettergli bastoni fra le ruote con orpelli burocratici , autorizzazioni, richieste e verifiche. Se un Negozio chiude il territorio soffre, il decoro delle città si abbassa, il traffico diminuisce. Noi abbiamo intrapreso un percorso per cui l’inuit di questo governo del Paese è accogliere tutte le domande tese ad aprire aziende commerciali favorendone lo sviluppo. I cambi di destinazione e d’uso sono approvati. E non pensiamo che il mattone riprenda a correre. Oggi dobbiamo pensare a creare lavoro favorendo la cooperazione, defiscalizzando le imprese, agevolando con detrazione e burocrazia bassa le attività in start up, questo è il modo per intervenire concretamente. Invece oggi sempre più si mettono paletti e orpeli ( si pensi all’accreditamento per i servizi sanitari). Insomma la crescita si fa nei servizi e occorre semplificare, dettare, agevolare chi voglia intraprendere in questi campi.
Le faccio un esempio, con Gino Fabbri, il nostro famoso Maestro Pasticciere , sono stato a Parigi a visitare alcune importanti aziende di Cioccolato, beh posso assicurarLe che gli stabilimenti erano davvero dei LOFT (per dirla “trendy”) molto da Osteria dei Poeti vecchia maniera… Da noi un posto del genere lo avrebbero fatto chiudere in un secondo. Occorre che ridiamo flessibilità all’Impresa, pur nel rispetto dei sacrosanti diritti alla igiene e alla salute, ma senza pensare di dover entrare ogni volta in una sala operatoria.
Un Imprenditore mi diceva che non era riuscito ad aprire un locale importante che vedeva presenza di Cibo, libri, cultura , musica..perchè?
Perché l’asticella si sta alzando troppo. E all’interno di un sistema di regole rigide chi poi vince è chi se ne frega e chi risolve con l’intimidazione, un pugno in faccia , se non peggio. Alla fine le regole invasive e gli impedimenti agiscono sul tessuto buono tarpandone le ali e lasciano libero il violento che produce inoltre illegalità diffusa.
E vorrei aggiungere una cosa rispetto a quella domanda di prima riferita all’organizzazione territoriale. Io vorrei davvero giungere alla FUSIONE DEI COMUNI, cioè alla unità territoriale di più comuni che avessero una amministrazione di più ampio respiro, eletta dai Cittadini, e servizi più incisivi e adeguati ai tempi che evolvono.
L’Unione dei Comuni così come concepita non assolve al compito ed è solo un ente in più senza alcuna responsabilità diretta.
Ma già ora in questa situazione di Enti , a mio parere, poco inutili, potrebbe realizzarsi qualche economia maggiore e servizi più efficienti.. un esempio ?? I SERVIZI INFORMATICI… PERCHE’ ogni Comune deve avere la sua azienda di servizi informatici incaricata? E invece non si impone che TUTTI I SERVIZI INFORMATICI siano forniti da LEPIDA? Azienda preposta a questo e partecipata da tutti i Comuni?
Premetto che sono un convinto assertore che le piste ciclabili alla fine le utilizzano in pochi. Per mia esperienza affermo che dove abbia avuto modo di vedere chilometri di piste ciclabili ho anche notato una presenza di utilizzo molto scarsa. Però è vero che questa scelta di organizzazione urbana va incentivata e occorre fare i dovuti investimenti per realizzarle. Ci sono già molte piste esistenti che però non sono collegate. Abbiamo dato mandato di studiare lo stato dell’arte delle varie piste ciclabili e come collegarle. L’obiettivo è metterle in rete.
Ma l’obiettivo maggiore è ARRIVARE A BOLOGNA IN BICICLETTA.
Avevamo già in preventivo il percorso fino a Villanova.
Stiamo studiando la possibilità di avere una partecipazione attiva nella rete di piste che arrivano al progetto FICO a Bologna, prendendoci semmai in carico la realizzazione da Castenaso a Villanova, lasciando al progetto FICO lo sviluppo della parte da Villanova a Bologna.
Sarebbe un bella cosa riuscire a realizzare queste cose appena dette.
L’INAIL di Vigorso è una eccellenza del territorio o solo di un Comune?
Assolutamente questo tema è un tema del territorio e andrebbe sviluppata una conferenza dei servizi aperta a tutti i Comuni del territorio su un tema specifico, come quello della eccellenza INAIL di Vigorso che potrebbe davvero trovare migliore attenzione per una azione integrata e combinata di più enti territoriali.
Io ricordo bene quando il Comune di Budrio decise di studiare il Centro Commerciale di Cento e non ci chiamò alla conferenza dei servizi di quell’insediamento. Si capisce che una situazione come quella, in un territorio ristretto come il nostro, possa significare azioni e comportamenti che potrebbero anche, se concertati in modo condiviso, una forza comune e non uno scontro fine a se stesso.
In questo modo le attività nascono “zoppe”. La viabilità ad esempio, come la gestione del piano del traffico stradale , come è pensabile che possano essere gestite individualmente.
Ultimamente però stiamo parlando molto bene con il Comune di Budrio e davvero vedrei bene in un futuro il Comune UNICO di Castenaso, Budrio e Granarolo.
Sindaco Sermenghi, La ringraziamo ancora una volta per il tempo che ci ha dedicato. E’ stata una discussione interessante che a nostro parere avvicina la politica ai cittadini.
Lei una persona che rappresenta innovazione ed energia di cui il territorio ha necessità e urgenza. Siamo certi che il Suo percorso ci riserverà molte sorprese e siamo altrettanto sicuri che a Bologna ci sia davvero una voglia di uscire dal guscio della politica triste che ha caratterizzato un decennio di assopimento dal quale questo popolo di Emiliani fattivi deve uscire con forza e con la passione che Lei stesso mette nel Suo fare quotidiano
A presto e buon lavoro.




