Roma, 10 ott. – “Il dl ha per scopo di riportare il disavanzo previsto per il 2013 entro la soglia del 3%. La misura equivale in termini di fondi a 1,6 mld”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, al termine del CdM. Contrariamente a quanto si è sentito in queste ultime ore sulla copertura, la manovra prevede due modalità: una sono la vendita di immobili di proprietà del Demanio per 500 milioni e la riduzione delle spese di ministeri e di Enti locali per 1,1 mld. Il ministro ha espresso soddisfazione perchè, ha spiegato, “domani partirò per Washington per partecipare all’assemblea del Fmi e mi faceva piacere annunciare lì che il Governo ha ricevuto una nuova fiducia ed è in grado di gestire le sfide di politica economica per un periodo congruo e che abbiamo preso misure per riportare il saldo dell’indebitamento netto nella soglia del 3%, che è un punto qualificante”. Saccomanni ha spiegato che, “pur lavorando all’interno delle necessità di promuovere gli investimenti” occorre “ridurre la spesa di carattere corrente”. I tagli alla spesa previsti dalla ‘manovrina’ varata oggi dal Consiglio dei Ministri non riguarderanno i ministeri della Ricerca, dell’Istruzione e della Sanità e saranno “attuati in forma più o meno lineare”. Lo ha precisato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in conferenza stampa. “La copertura di 500 milioni – ha spiegato – verrà dalla cessione di immobili che verranno venduti alla Cassa depositi e prestiti e che poi verranno gradualmente immessi sul mercato. I tagli alla spesa (per 1,1 mld, ndr) – ha aggiunto – sono invece sulle spese rimodulabili o che sono ancora oggetto di discrezionalità da parte dei singoli ministeri e vengono fatti con l’esclusione dei ministeri della Ricerca, dell’Istruzione e della Sanità”. Il ministro non ha fatto cifre su quanto sarà messo sul piatto per abbassare il cuneo fiscale, “è presto per dare una quantificazione ma siamo consapevoli delle esigenze e delle aspettative. In ogni caso – ha concluso – sono abituato a ricevere richieste largamente eccedenti a quanto è fattibile”.
Il Consiglio dei ministri non ha stanziato con il decreto approvato oggi ulteriori fondi per il finanziamento della Cassa integrazione in deroga. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni in coferenza stampa che ha chiarito: “Abbiamo preferito limitarci oggi agli interventi di rientro entro il 3% del deficit/Pil, e fare il resto nei futuri provvedimenti”.



