E’ proprio il caso di dire che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Le elezioni del 2012 hanno visto emergere con difficoltà il PD nella guida del Paese e il Sindaco eletto , Giulio Pierini, non veniva da incarichi fuori dalla “squadra”. Era uomo di apparato, di partito e peraltro importante esponente della Giunta Castelli in posizione di Assessore al bilancio. La campagna elettorale 2012 fu incentrata dalla varie forze in campo su molti temi, uno dei quali, molto importante, era quello riferito alla dubbiosa rappresentazione dei numeri in bilancio e delle effettive consistenze delle poste attive e passive. Maurizio Mazzanti, in primis per NOI PER BUDRIO, movimento civico budriese con forti caratterizzazioni nell’area socialista e repubblicana, ne fece un suo cavallo di battaglia. Ma non meno fece Pasquale Gianfrancesco in rappresentanza del PDL e della lista civica collegata (Amare Budrio). Anche Antonio Giacon e il M5S sollevarono parecchie rimostranze sulla effettiva rappresentazione economica e finanziaria del Comune di Budrio. Il tutto si riferiva alle scelte adottate nel 2008 dalla Giunta Castelli e dal suo assessore al Bilancio , Giulio Pierini, per “aggirare il Patto di Stabilità” ( come testualmente dice Maurizio Mazzanti).
Le scelte propesero per la creazione di una SpA , la S.te.p. , partecipata al 100% dal Comune di Budrio con obiettivo di gestire e manutenere le scuole, le strade , gli edifici, e provvedere ai nuovi investimenti.
Come dice Mazzanti, questa scelta fu fatta ” perché così facendo, le operazioni erano più ‘flessibili ‘: potevi affidare i lavori direttamente a chi volevi tu senza passare da noiosi bandi aperti a tutti, potevi pattuire direttamente i costi con i fornitori che ti sceglievi tu, non avevi la Corte dei Conti attaccata ai ZANETTI che ti spulciava ogni costo, e così via… il Comune si faceva bello e pagava Step, che però non veniva pagata dal suo cliente, ovvero il Comune.”
Da quanto si dice risulta che la S.te.p fosse quindi un contenitore di comodo , una scatola vuota che doveva solo essere propedeutica alle esigenze di snellezza e flessibilità di scelta del Comune e servire a eludere gli stretti vincoli posti dal patto di stabilità e dai vari limiti operativi della magistratura contabile dello Stato.
Ora la STEP poteva ben poco a livello di gestore della propria situazione di Soggetto privato, perché il Comune, suo unico Socio, che non onorava in tempo i debiti, non permetteva certo libertà di azione che comunque avrebbe inficiato la possibilità della STEP medesima di vedere soddisfazione ai propri crediti.
E rincara la dose Maurizio Mazzanti ” “..Il COMUNE è anche il suo padrone , pertanto chiedeva a STEP di “immobilizzare immaterialmente” e di portare pazienza; ed in questo aveva gioco facile, visto che la Dirigente del settore gestione territorio del Comune e il responsabile tecnico della STEP sono la stessa persona, ovvero Tiziana Draghetti.”
In una azienda di diritto privato se questa situazione fosse appalesata saremmo in presenza di un evidente “conflitto di interessi” che metterebbe in serio imbarazzo gli amministratori e le società medesime coinvolte.
Purtroppo il fatto alle cronache oggi è che la STEP sia in evidente situazione di crisi e probabilmente di insolvenza e che occorra una seria ed immediata presa di posizione atta a trovare vie di uscita.
In questo il comune di Budrio decide di avvalersi della consulenza della Società IUS SINACTA, una Società facente capo al Gruppo Unipol Sai, che in persona del Dr. Masotti emette il suo verdetto e , dopo avere fatto una analisi della posizione, ritiene che la strada praticabile sia quella della “ristrutturazione del debito”.
Mazzanti comunica che il compenso pagato alla Società di consulenza da parte del Comune di Budrio, ammonti a 19.000 EURO.
La Step presenterebbe una situazione di questo genere
1) DEBITI TOTALI € 11.230.830,00 di cui:
2) DEBITI VERSO FORNITORI € 2.147.697,00
3) DEBITI VERSO BANCHE € 3.527.112,00
4) DEBITI VERSO COMUNE DI BUDRIO € 5.483.264,00
Vi sono ancora da evidenziare crediti verso il Comune di Budrio pari a € 3.260.530,00 per fatture ancora da emettere.
In una situazione del genere il verdetto di “ristrutturazione del debito” è evidentemente una soluzione lapalissiana che potrebbe portare la Step a postergare il rientro dal debito, magari rinegoziando l’entità con i fornitori, oltre le modalità, e ottenendo finanziamenti dalle banche (accensione di mutuo?) atte a allungare i termini di pagamento e comunque prolungare nel tempo il carico di rate da saldare e di interessi da restituire. Come minimo una situazione del genere richiederà che il Comune si faccia da Garante degli eventuali mutui in postergazione.
Mazzanti non ha dubbi ” una normale società sarebbe già fallita da anni, ma se fallisse la Step si porterebbe a picco anche il Comune”.
Pasquale Gianfrancesco concorda pienamente sulla disamina di Mazzanti e aggiunge che la situazione di dissesto, oramai acclarato, è anche frutto dei mancati previsti introiti di urbanizzazione di quella che avrebbe dovuto essere la realizzazione del nuovo Centro Commerciale di Cento.
E Antonio Giacon , del M5S ribadisce nei suoi interventi in commento sul blog di Mazzanti che la situazione che oggi stiamo vedendo era chiara da tempo e che purtroppo era stata già denunciata in più occasioni senza tema di smentite.
Il Sindaco Pierini, più volte contattato e sollecitato non ha fornito alcuna risposta e pertanto non possiamo qui trasferire la versione del Sindaco, tranne evidenziare che nella mattinata di oggi Domenica 4 Maggio in Paese siano stati divulgati a mano dei fogli ciclostilati, recanti una intestazione BBC (Budrio Bene Comune) che in via del tutto anonima davano contezza della situazione riferita alle polemiche sulla STEP, riducendone la portata a una “ricostruzione fantasiosa”.
Appare un po’ inconsueto che un tema così importante e delicato venga trattato con interventi rilasciati “in ciclostile” da uno scrivente “anonimo” e che presumibilmente è attribuibile al PD, anche se non ufficialmente.
Comunque il ciclostile affronta il problema in modo inadeguato perché non fornisce risposte alle precise sollecitazioni di Mazzanti e non trasferisce serenità nella gestione della operazione. Nel momento in cui afferma che la creazione della STEP riuscì a “liberare risorse di cui il comune disponeva” comunica cose che stridono. Se erano “risorse di cui il comune disponeva” come mai invece sono diventati DEBITI IMPAGATI?
La ricetta che viene proposta dal ciclostile in forma molto approssimativa , è la ristrutturazione del debito e l’ingresso di un fantomatico socio privato che non si comprende a quale titolo e con quale strategia industriale dovesse acquisire il capitale di una Società decotta.
Qui si aprono molte ipotesi e la discussione potrebbe rasentare anche scenari non propriamente idilliaci che ripresentano situazioni di coinvolgimento di Società che potrebbero vedere interessi nuovi in una gestione della Step con un patrimonio evidentemente appetibile messo a disposizione dal Comune per favorire l’ingresso del Socio privato fantomatico , ma non più di tanto.
Ma i dubbi che ci sono , e sono tanti, è sulla gestione totale di questa faccenda.
Ci sono responsabilità da parte di chi ha creato questa situazione che comunque porta il Comune a chiedere oggi una ristrutturazione del debito in ragione di un acclarato stato di crisi?
E’ tutto alla luce del sole e siamo tranquilli che il Bene Comune sia stato davvero salvaguardato se è vero, come sembra, che i Cittadini dovranno trovarsi un debito sulla testa per ulteriori 20 anni circa senza sapere se esiste o meno un piano industriale sostenibile?
Pare che il 26 Marzo sia stata presentata una interrogazione in Senato dai Parlamentari PD LO GIUDICE e BROGLIA , riferita, fra le altre cose, proprio al Comune di Budrio e alla sua impellente necessità di avere un riconoscimento di risorse più importante di quello previsto dalle norme sull’IMU, proprio in considerazione della particolare situazione del Comune di Budrio medesimo a livello di criticità di bilancio.
Insomma una storia che necessiterebbe davvero di chiarimenti importanti e di opportune indicazioni precise da parte della amministrazione budriese a targa PD.
Martedì prossimo alla sera si prevede una seduta consigliare molto accesa e Mazzanti lascia intendere che non cederà un centimetro alle intenzioni di chiarezza e tutela dei Cittadini e della Comunità , appoggiato in questo da un determinato Gianfrancesco e anche, pare, da Giacon. Mazzanti non pone limiti a nulla e ritiene che il venire alla ribalta di questa situazione sia solo una tardiva operazione di chiarezza che potrebbe anche segnare una fase decisiva per l’attuale guida del governo locale, che appare veramente in grave crisi interna e anche molto debole rispetto alle critiche che vengono da più parti sociali riferite a una gestione davvero non positiva di vari aspetti della vita del Paese, sociali, politici ed economici.




