” sono tornata da Damasco dove svolgevo un lavoro per una Compagnia francese di infrastrutture ferroviarie. Meglio dire, sono scappata, fuggita , esasperata dall’odore del sudore e del sangue di vittime senza volto, cui non saprei dare un nome. Gli odori, ho gli odori fissi nella mia memoria, odori di acre sudore e di respiro, poi l’aria mai tersa , sempre avvolta in questo fumo che non capisco da dove provenga. forse spari, forse fuochi spenti , forse nebbia e vapori sganciati nell’aria. Urla e silenzi poi frastuoni, crolli, gente in strada e rincorse ad attraversare da un marciapiede all’altro. Un corpo si riversa sulla strada proprio davanti a te. incredibilmente il cellulare trilla, rispondi ma solo frastuono, nessuna voce nessuna comunicazione. ti arriva un messaggio, un sms, quello sembra funzioni. ti chiamano perché ti vedono “ospite” ma non capisci chi ti chiama, chi sia in realtà , un amico, uno che ti vuole aiutare, uno che ti vuole rapire, uno che solamente vuole sfogare degli istinti. vedi gente che entra ed esce da uffici senza porte , anche banche e negozi. Entra e urla, corre per strada. qualcuno cade, arrivano camionette che disperdono uomini in strada con fucili e mitragliette sulle spalle, qualcuno in divisa pseudo militare, qualcun altro con abiti sudati, consunti, stracciati. mi hanno detto che dovevo andarmene. Le armi chimiche vattelappesca chi le ha usate e quando e come, però io ho visto tanti corpi per strada , alcuni molto segnati e alcuni anche con visibili manifestazioni di avvelenamento. Comunque FUGGO perchè il mio spirito, il mio carattere, il mio essere donna è debole e ha paura di frantumarsi nelle sue certezze e anche nelle sue debolezze. Per quello che posso cogliere dai discorsi che un po’ comprendo, qui la gente non sa cosa stia accadendo e non hanno poi le idee tanto chiare sulla ribellione e sulla politica governativa. Molti , anche se non fanno discorsi con un capo e una coda perfettamente compatibili, fanno capire che la Siria è un territorio ambito e che i mercanti di armi e petrolio vedono nella guerra un grande spiraglio per conquiste di potere. Insomma qui percepiscono che la guerra sia solo affermazione di potere economico e per nulla questione ideale. Poi sovente c’è gente che si butta a terra e prega, seguita da altra gente che si butta a terra e prega . Mi sembra tutto susseguirsi in modo surreale e ho davvero brividi di febbre che non segnano una malattia ma una grande PAURA.”



