Quando emigrare all’estero significa sistemarsi per la vita. Se in Italia la paralisi del mercato del lavoro sembra non avere di fronte a sé ancora via d’uscita, dalla Germania arrivano ottime possibilità d’impiego soprattutto per i neo-dottori dell’area medico-sanitaria. Secondo l’ultimo rapporto Excelsior-Unioncamere l’infermiere occupa il primo posto nella classifica delle 30 professioni di sbocco per i laureati d’Italia. Tuttavia risulta difficoltoso trovare una collocazione stabile nel panorama professionale. Se da noi quindi i giovani infermieri vivono i primi anni di lavoro nel precariato, in Germania sono una merce così pregiata da spingere le aziende che operano nel settore sanità a reclutare infermieri in Italia, pagando loro anche i corsi di lingua che preludono all’inserimento nel mondo del lavoro. Una della società attive in questo settore è GERMI Italia, potendo contare sulla collaborazione di un partner importante come l’Istituto di formazione professionale IB (Internationaler Bund), e di grandi strutture ospedaliere tedesche, offre ai giovani laureati in scienze infermieristiche dei percorsi di perfezionamento, al termine dei quali è prevista l’assunzione a tempo indeterminato nelle cliniche locali aderenti al progetto. Si tratta perlopiù di corsi di tedesco della durata di 4 o 5 mesi da frequentare presso Stoccarda. Vitto e alloggio sono garantiti e minimo è il contributo integrativo richiesto per tutte le spese, compreso il corso. I due progetti si chiamano FIA, mirato a chi detiene già il titolo accademico, e GAIA, che si rivolge invece a chi deve ancora conseguire il titolo di Infermiere Professionale. Per i tedeschi è vantaggioso “fare spesa” in Italia: i nostri infermieri sono laureati mentre i loro hanno solamente una qualifica professionale. Inoltre gli stipendi che possono essere proposti agli italiani sono altamente competitivi rispetto a quelli dei loro colleghi tedeschi. Il rapporto è 2.500 euro lordi al mese contro 5.000.



