Il fondo deve ancora essere raschiato e ogni giorno si ha notizia di cose incredibili. Il nostro collaboratore da Salonicco , Andrea Tumo, ci racconta di una siutazione paradossale che attaglia il Paese alle prese con un vortice che pare non conoscere arresto. Lo riportano u po’ tutti gli organi di stampa internazionali, ma vorremmo aggiungere una analisi “vissuta” da chi lavora e vive in quel posto e quindi può dare una visione un po’ più particolare della reale situazione del Paese. Nei negozi di alimentari e nei supermercati si vendono cibi scaduti. Questo ha sollevato parecchi “indignados” che denunciano il degrado etico e sociale di un popolo allo stremo. E’ vero che i prezzi di questi “cibi” sono ovviamente più bassi, ma è chiaro che l’indignazione qui ha tutt’altra natura. Ne va dell’onore di un popolo con una grande storia e tradizioni e cultura immense alle spalle. Ebbene per strada la gente che ha oramai passato un ulteriore anno di tragedia sociale e civile nell’inarrestabile degrado economico e finanziario, e psicologicamente i Greci sono a pezzi. Capiscono ovviamente che tutto è nato da errori di allegra amministrazione del Paese e che l’Euro e l’ingresso in esso non hanno certo favorito la serena operatività, ma altrettanto vero che questo stato di continuo declino e abbandono sociale sta portando la gente a non avere più fiducia in se stessi. I giovani se possono scappano altrimenti cercano di “ingegnarsi” a volte anche con sistemi non propriamente “leciti” a “sbarcare il lunario” alla ricerca giornaliera di raggranellare qualche decina di euro per sopravvivere.
In questo scenario gli orgogliosi ellenici cercano disperatamente di darsi da fare per invertire l’ordine delle cose, ma è chiaro che con ritmo di oltre il 4% negativo/anno del PIL tutto sia davvero un impresa da giganti.
Eppure proprio sul cibo e sulla commercializzazione di cibi scaduti, sta montando una polemica fortissima e molti ristoratori e imprenditori gastronomici la vedono come un ulteriore colpo basso alla ripresa, che nel settore gastronomico, stava segnando timidi segnali di positività, visto che tutti i cibi di “import” ( hamburger fra tutti) aveva visto un sorpasso a favore dei tipici piatti di carne GRECA , come il SOUVLAKI.
Nelle strade la gente vorrebbe in realtà essere fuori da questo incubo e non vorrebbe assolutamente ancora sopportare la lunga e snervante resa delle armi sociali, sull’altare della economia globale e dei sacrifici senza visione della fine del guado.
Le strade greche , da Atene a Salonicco ,appaiono agglomerati urbani desolati e abbandonati a se stessi e chi ricorda le festose strade greche piene di colori e di vita , ora sembra vivere in un paese albanese appena uscito dal comunismo proletario dittatoriale, quasi come una post battaglia civile.
La gente greca sapra uscire da questo vortice infernale di triste declino?



