Tripoli, 10 ott. – Il premier libico, Ali Zeidan, è stato prelevato all’alba dall’albergo in cui si risiedeva, a Tripoli, da un gruppo di uomini armati, la Libia si conferma così un Paese fuori controllo e potenzialmente esplosivo. Il sequestro è stato rivendicato da un gruppo di ex ribelli, il gruppo, composto da miliziani islamisti e noto come ‘Sala operativa dei rivoluzionari della Libia’, ha spiegato di aver “arrestato” il premier perchè il segretario di stato Usa, John Kerry, aveva confermato il coinvolgimento del governo libico nel raid statunitense che ha portato alla cattura, la scorsa settimana, di un capo di al-Qaeda in Libia. Zeidan è “in buona salute”, “è trattato bene” ed è trattenuto in un’unità anti-crimine del governo, ha fatto poi sapere una fonte del dipartimento al ministero dell’Interno. Zeidan, che era accompagnato da due guardie del corpo, è stato prelevato dall’albergo Corinthia, in pieno centro di Tripoli, a due passi dalla sede del governo e del Parlamento e portato via in un convoglio di auto. Le sue due guardie del corpo sono state liberate poco dopo. Il premier libico Ali Zeidan è stato poi rilasciato in giornata. Lo riferiscono fonti della sicurezza. Con un tweet Ali Zeidan, tornato libero, dice: ”sto bene, le milizie che mi hanno catturato volevano le mie dimissioni”. Le procedure dell’arresto del premier ad interim sono “illegali e chi si è reso responsabile di questa azione ne dovrà rispondere”. Lo ha detto all’agenzia libica Lana una fonte dell’ufficio del procuratore generale di Tripoli confermando che la procura non ha emesso alcun mandato di arresto.



