L’arrivo dei nuovi convogli etr 350 sulla linea Bologna-Portomaggiore ha portato notevoli oggettivi miglioramenti sia per il confort di marcia che per i guasti ricorrenti sui convogli tradizionali.Non sembra sia così per ciò che riguarda i servizi a terra; difficoltà a reperire i biglietti, impossibilità nello stipulare abbonamenti se non recandosi all’autostazione o alla sede tper a Bologna, con ovvia perdita di tempo e ore di lavoro.
Ci sono anche problemi riferiti agli ingressi nei nuovi convogli che spesso “chiudono” persone e cose nelle portiere in fase di salita e/o discesa.
Occorre sottolineare un problema importante riferito ai Disabili che vogliono fruire dei servizi della linea. I vecchi convogli avevano e hanno accessi praticamente impossibili per le persone con disabilità e/o carrozzina di supporto. I nuovi convogli sono dotati di pedana estraibile che fuoriesce automaticamente , però questo automatismo si verifica solo se la banchina è posta ad una altezza di 55 cm; in caso contrario occorre chiamare il personale di servizio per abilitare la fuoriuscita “manuale” con i comprensibili disagi e perdite di tempi.
Al momento, non si sa sa chi e quando provvederà ai lavori di adeguamento delle banchine per gli accessi facilitati.
Bisogna anche dire che vi è massima disponibilità da parte della TPER e dei suoi gentili addetti verso l’ausilio e l’aiuto alle esigenze dei Disabili, ma occorrerebbe avvisare con giorni di anticipo e potere avere possibilità di programmazione di spostamenti non sempre attuabile.
Si segnala anche che la gente trova il servizio di ferrovia leggera molto utile e praticamente indispensabile per chi voglia ottimizzare costi/benefici, ma sarebbe importante che le corse avessero una ampiezza e articolazione di orario utili a coprire ogni fascia oraria, nel concetto di mobilità di superficie che tanto sarebbe utile a liberare le strade da autoveicoli a motore e concilierebbe economia ed ecologia in modo impeccabile.
In conclusione, miglioramenti ci sono stati, ma altri devono ancora essere attuati, anche e sopratutto attraverso il dialogo costante e la stretta collaborazione di tutti i soggetti interessati, affinchè il mezzo pubblico diventi una buona abitudine per tutti e un piacere utilizzarlo, anche da chi usa ancora quello privato.



