Vi racconto una storia che non andrà mai sui giornali ma a volte fa piacere scrivere notizie diverse, anche solo a testimoniare le buone cose che può esprimere una Società che sa riflettere e anche costruire , sulla critica, azioni degne di nota.Vi racconto della scuola di Budrio, di quelle che una volta erano le scuole medie. Vi racconto di una prima media.Lì ci vive tutti i giorni una persona speciale che ha bisogno di aiuto ed è venuta in questo Paese della Bassa Padana perché c’è un centro di eccellenza importante, unico al Mondo, l’Inail. In questo suo venire da lontano, dal Sole e dal Mare , c’era tutta la sua Famiglia, che ha capito fosse importante essere e vivere qui , pur lasciando malvolentieri la Terra del cuore. Per i Figli, specie i più deboli, spesso si è disposti a sacrificare ogni cosa. A Budrio l’accoglienza non è mai mancata, come l’aiuto vero di istituzioni e cittadini. A scuola però non si era riusciti a trovare una soluzione adeguata al caso e a volte accade che per fare meglio si finisca di fare peggio. Ma da qualche giorno posso dire che la Scuola di Budrio ha mostrato il meglio riuscendo a fornire l’ambiente migliore all’ospite debole ma forte. Una bella Classe al pian terreno , luminosa e ricca di luce, proprio ciò che non poteva chiedersi di meglio. Alla Scuola Media di Budrio , ai Suoi Insegnanti, alla sua Dirigente davvero GRAZIE per il loro sapere essere stati attenti a riflettere, agire, risolvere, sapendo che hanno regalato un Sorriso. Un caso risolto non è una notizia, ma la BUONA NOTIZIA è avere lavorato per risolverlo.



