Dopo 12 giorni di chiusura dovuta allo shutdown del governo federale, la Statua della Libertà, come ha fatto sapere lo stesso governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, è da oggi nuovamente accessibile. Riaprono anche alcuni parchi nazionali come il Grand Canyon, lo Zion, la Montagna dei Presidenti e alcune altre perle del National Park Service che tornano o torneranno a breve ad essere visitabili. Saranno gli stessi singoli governi locali a stipendiare il personale e ad accollarsi tutte le spese per garantire l’accesso ai luoghi a più alto afflusso turistico. Lo stato di New York ha accettato di sborsare 61,600 dollari al giorno per la riapertura della Statua della Libertà, che attira milioni di visitatori e genera un giro d’affari di quasi 200 milioni di dollari l’anno. Negli stati dello splendido Southwest, Utah e Arizona, dove si trovano favolosi siti come il Grand Canyon, lo Zion, il Bryce Canyon, l’Arches National Park o il Canyonlands sono stati gli stessi Governatori a muoversi in prima persona. Gary Herbert, Governatore dello Utah, è stato il primo a dichiarare di aver raggiunto, sabato, un accordo grazie al quale riuscirà ad aprire 8 siti, corrispondendo l’equivalente di 125 mila euro al giorno al Dipartimento degli Interni. Jan Brewer, Governatore dell’Arizona, ha dato personalmente il “welcome back” ai turisti. “Spenderemo circa 93 mila dollari (70 mila euro) al giorno – ha spiegato la 69enne, direttamente dal South Rim, il lato meridionale dell’altopiano da cui si ammira il precipizio del Grand Canyon – per tenere aperto un sito che mediamente, ogni 24 ore, attira 18 mila persone, producendo ricavi per 1 milione di dollari”.



