La Francia ha convocato “immediatamente” l’ambasciatore Usa a Parigi per chiedere spiegazioni sulla registrazione di 70 milioni di telefonate su utenze francesi da parte della National Security Agency americana, di cui ha dato notizia Le Monde. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, il quale ha spiegato che l’ambasciatore Charles Rivkin si presenterà “questa mattina stessa” al Quai d’Orsay. Per Fabius “è assolutamente inaccettabile questa pratica fra alleati che minaccia le vite private”. “Avevamo già protestato a giugno, quando si è saputo delle intercettazioni”, ha ricordato il ministro degli Esteri, “ma è evidente che occorre fare di più”.
Secondo quanto rivelato da Le Monte, che ha pubblicato documenti ottenuti da Edward Snowden, la ‘talpa’ che ha rivelato al mondo il programma di spionaggio di Washington, la National Security Agency (Nsa) americana registrò in segreto più di 70 milioni di telefonate in Francia. Prima della convocazione dell’ambasciatore Usa a Parigi, il ministro dell’Interno, Manuel Valls, aveva parlato di “rivelazioni sconvolgenti” e aveva chiesto “spiegazioni” all’Amministrazione Usa.
L’agenzia di spionaggio avrebbe registrato 70,3 milioni di chiamate telefoniche in Francia per un periodo di 30 giorni, fra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013. La Nsa raccolse automaticamente le comunicazioni provenienti da determinati numeri telefonici e i messaggi registrati, nell’ambito di un programma battezzato con il nome in codice Us-985D. Secondo il quotidiano, i documenti fanno pensare che nel mirino dell’agenzia non vi fossero solo i sospettati di terrorismo, ma anche personaggi di alto profilo del mondo degli affari e della politica.



