Nuovi risvolti sulle baby prostiture dei Parioli, una storia drammatica, fatta di papponi senza scrupoli, clienti noncuranti e due ragazzine finite in una storia molto più grande di loro. Le due ragazze hanno alle spalle storie diverse, una viene da una famiglia che fatica a tirare avanti, l’altra, orfana di padre, ha un rapporto molto difficile con la madre. Dietro di loro due magnaccia di professione, che da quelle due ragazzine ricavavano un vero business “Queste due me fanno guadagnà 600 euro al giorno” dice uno dei due in un’intercettazione telefonica. Tutto ha inizio quando la madre di una delle due riceve una lettera anonima in cui la si mette al corrente che la figlia usa cocaina e si prostituisce. Il fatto che la ragazzina avesse un’enorme disponibilità economica spinge la madre ad assumere un investigatore privato, che in breve tempo scopre la verità. L’altra mamma invece, una volta scoperto tutto incita la figlia a proseguire, quei soldi servivano a tirare avanti la famiglia. I tabulati, gli sms, i whatsapp dei telefonini delle due ragazze sono in mano ai carabinieri, sotto la voce “clienti” nomi di diverse decine di uomini, tutti indagati, alcuni anche molto facoltosi, basti pensare che per un’ora di sesso erano disposti a pagare 300 euro, più vacanze da 5.000 euro a Cannes, o gite in barca a Ponza!!! Qualcuno si faceva chiamare “Papy”. Molti degli aguzzini indagati per prostituzione minorile sono già stati identificati, altri sono in via di identificazione, tutti rischiano condanne da 1 a 6 anni di reclusione. Sono già in carcere il militare Nunzio Pizzacalla di 34 anni, Mirko Ielli di 38 anni, il commercialista Riccardo Sbarra di 35 anni e Michael Mario De Quatto di 29 anni.



