Se, in Italia, si è riusciti a bandire i dannosi sacchetti di plastica, sebbene alcuni “furbetti”cerchino di vendere come biodegradabili buste che bio non sono, l’Università di Canberra, in Australia, ha proibito la vendita di acqua in bottiglia. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo ambientalista “Do Something!” ha così creato un precedente che si spera diventi un modello per il resto del Paese.
Al suo posto, ci saranno distributori di acqua refrigerata, liscia o gassata a prezzi inferiori rispetto a quella imbottigliata. In questo modo, oltre a salvaguardare l’ambiente, gli studenti potranno risparmiare.
Nel nostro Paese non è ancora stato assunto nessun impegno di questo tipo. Tuttavia, se non si è ancora pensato alla brocca che filtra l’acqua o alle bottiglie di vetro, ci si ricordi che le quelle di plastica possono essere riciclate.
A partire dai loro tappi, di cui spesso si fa la raccolta per obiettivi diversi – dall’acquisto di carrozzine per i disabili a quello di macchine per la dialisi – perché sono fatti di una plastica più pregiata che viene pagata al momento della sua raccolta e consegna nei centri di smaltimento.
Da qualche tempo, poi, esistono gli Ecobank(www.eco-bank.it), distributori automatici in cui poter portare le bottiglie di plastica PET e le lattine di alluminio e acciaio per bevande. In cambio, si riceverà un “bonus” da spendere nei negozi e supermercati convenzionati. In questo modo, si riducono traffico e inquinamento, abbassando i costi di raccolta e smaltimento e garantendo ilriciclo al 100% dei materiali raccolti.
I distributori, che sono già molto diffusi in Germania, al momento sono presenti solo in Piemonte, ma è in progetto l’allargamento della distribuzione.



