Colgo l’occasione di una discussione sorta proprio Sabato 14 Dicembre nelle sale del Comune in uno scambio di vivaci battute con il Sindaco Giulio Pierini per dare una rappresentazione locale di come la politica nazionale possa declinarsi nei rapporti fra Cittadini e fra politica locale e istituzioni. Ebbene era un momento dedicato alla consegna delle firme che intendevano “sollecitare” il Primo Cittadino a prendere atto di una situazione di estremo disagio della cittadinanza amministrata e di avviare l’iter referendario per capire se effettivamente i Cittadini avrebbero voluto QUESTO TIPO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.
L’iniziativa di raccolta firme era stata fortemente voluta da Pasquale Gianfrancesco del PDL, appoggiato dalla lista civica Amare Budrio e sostenuto, nella raccolta, dalla nostra testata, in rispetto a una iniziativa di democrazia popolare che riteniamo l’asse portante di qualsiasi confronto costruttivo fra Cittadini e Istituzioni.
Ebbene in quella sede e in quella particolare situazione, il Sindaco , con l’obiettivo di sottrarsi alle domandi pressanti del cronista circa la volontà o meno di dare avvio rapido alla consultazione referendaria, sbocciava con affermazioni sullo Stato di Diritto e sullo Status del Leader di Forza Italia, oggi, e del Centro Destra del recente passato, che, da condannato, non poteva certo dirsi ” attore e fautore di quello stato di dittico” che garantisce i rapporti fra soggetti,
E in questa dissertazione, indubbiamente un po’ forzata, il cronista ha affermato, per riportare il tema della discussione sul fatto concreto di cui si parlava, che “Berlusconi è un delinquente perché così ha sancito la condanna ricevuta… parliamo d’altro…”.
Su questa affermazione ritengo occorra fare un riflessione che richiama allo Stato di Diritto e ai suoi organi istituzionali.
Non vi è dubbio che le condanne, quando passate in giudicato, vanno riconosciute e rispettate, ma questo è quanto, suo malgrado, sta facendo lo stesso Cittadino Berlusconi . Per cui la asserzione di condannato e conseguente “delinquente” inteso come colui che ha commesso un reato per il quale ha ricevuto condanna passata in giudicato, non deve stupire né allarmare. E’ la verità che rappresenta lo stato delle cose.
Poi vi è la legittima dissertazione sulla validità o meno di quella condanna e sulla reale obiettività di quel giudizio. Questo attiene ai giudizi delle persone e della storia e anche alla normale competizione politica, ove il dubbio sollevato è quello di un uso strumentale della magistratura per eliminare un avversario politico “scomodo”.
Sarà la storia e la tenacia di Berlusconi a dimostrare che ciò sia rispondente ai fatti accaduti.
Rimane però che è corretto che il Cittadino viva invece una situazione di regolarità istituzionale che deve sapere dare valore agli atti quando compiuti all’interno di un procedimento svoltosi nella regolare procedura di giudizio.
Per cui “nulla quaestio” , Il Cittadino Berlusconi è stato dichiarato COLPEVOLE e come tale ha delitto ed è un delinquente, questo è quanto l’ordinamento ha sancito.
La convinzione e la fede politica verso l’uomo e il credo ideologico invece porteranno coloro che sostengono, non in modo aleatorio, la tesi del complotto giudiziario a fini politici a cercare di giungere alla VERITA’.
Da queste righe più volte abbiamo denunciato uno stato di insopportabile macchina giudiziaria che non offre “giustizia” ai Cittadini che attendono mesi e anni di vedere svolte indagini penali per reati molte volte acclarati, e che vedono la giustizia civile rinviare di lustro in lustro i procedimenti , mettendo in crisi chi ha diritti, a favore invece di chi cerca di protrarne il più possibile l’esecuzione.
Da queste pagine abbiamo denunciato molto chiaramente la assoluta inadeguatezza di un comportamento molto attivo e propositivo nei confronti di Berlusconi, molto meno efficace nei confronti dei tanti Signor Nessuno che a volte muoiono di giustizia che langue.
Gaetano Memmola



