Comincia oggi a Firenze il nuovo processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, dopo che nel marzo scorso la Cassazione annullò le assoluzioni decise nel processo di appello del 2011. Nel 2009, invece, i due vennero ritenuti colpevoli in primo grado di aver ucciso Meredith Kercher. Amanda, ricorda la Bbc non sarà in aula e ha ritenuto di rimanere negli Stati Uniti: “Sono innocente e sono rimasta in prigione”, ha detto in un’intervista alla Nbc, ricordando i quattro anni trascorsi in carcere prima della sentenza della Cassazione. Sarà assente anche Raffaele Sollecito.
Sei anni fa il delitto.
Meredith Kercher viene trovata morta nella sua camera da letto, nella casa di via della Pergola, a Perugia. La polizia ferma per l’omicidio la coinquilina di Meredith, Amanda Knox, il fidanzato di questa ultima, Raffaele Sollecito e il musicista congolese Patrick Lumumba Diya. Lumumba è il datore di lavoro di Amanda.
E’ lei a indicarlo come l’autore del delitto. Ma ben presto un docente svizzero racconta alla polizia di essere stato nel pub di Lumumba la sera del delitto e conferma l’alibi del musicista congolese. Rudy Hermann Guede, 21 anni, originario della Costa D’Avorio è indicato come il ‘quarto uomo’.
La polizia spicca un mandato di cattura internazionale. Lumumba viene rimesso in libertà mentre Guede viene bloccato dalla polizia a bordo del treno Coblenza-Magonza, in Germania. Si dichiara innocente. Il gup dispone di procedere al processo con rito abbreviato per Guede condannato a 16 anni di carcere per omicidio volontario e violenza sessuale e rinvia a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito chiedendone l’ergastolo.
Ma il tre ottobre 2011 la Corte di assise di appello di Perugia assolve Amanda e Raffaele dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher. La Corte di assise di appello di Perugia deposita le motivazioni della sentenza di assoluzione ma il 25 marzo di quest’anno la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado.
“Siamo convinti della colpevolezza di Amanda e Raffaele, della loro presenza sulla scena del crimine”. Lo ha detto l’avvocato della famiglia Kercher, Francesco Maresca, entrando in corte d’appello a Firenze per la prima udienza del nuovo processo di appello sull’omicidio della studentessa inglese. A chi gli chiedeva cosa pensasse dell’assenza degli imputati, stamani in aula, l’avvocato Maresca ha risposto: “Non commento, è una loro scelta, il codice lo permette”. Il legale ha poi detto che la famiglia Kercher ha inviato una lettera alla corte che consegnerà egli stesso ai giudici durante l’udienza.
Amanda Knox attenderà domani all’università dove studia, nella sua Seattle, notizie sulla prima udienza del nuovo processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher. “Non tornerò in Italia anche perchè la mia presenza è sempre stata elemento di distrazione in aula. E’ incredibile quante volte si è parlato di ciò che indossavo, di come mi acconciavo i capelli o se sorridessi o no ai miei genitori rispetto alle prove del caso. Non tornerò per evitare quel circo”.




