Il segretario del Pdl Angelino Alfano sta incontrando a palazzo Grazioli Silvio Berlusconi. Dopo il faccia a faccia con il Cavaliere, il vicepremier terrà una conferenza stampa con gli altri ministri del Pdl a palazzo Chigi alle 11 per spiegare le ragioni del dissenso che si è creato all’interno del partito in vista del voto al governo.
Nel corso della riunione di ieri sera tra i dissidenti del Pdl si sarebbe deciso anche di mettere a punto un documento politico ‘per il dialogo’ da presentare nel dibattito interno al partito.
“Il Pdl siamo noi, non ci piace questa nuova Forza Italia – dice un deputato ‘dissidente’ del partito – adesso vogliamo darci un’identità precisa”, aggiunge. Ma l’idea non è, spiega, quella di una scissione rispetto al Pdl, bensì di un confronto da aprire nei gruppi parlamentari.
“Nessuno ha tradito oggi – spiega il ministro Maurizio Lupi lasciando la riunione di ‘dissidenti’ del Pdl – sono contento, oggi ha vinto l’Italia. Abbiamo lavorato per una maggioranza molto forte e siamo contenti di aver portato sulle nostre posizioni tutto il Pdl, grazie alla sintesi fatta da Berlusconi”.
Ieri in Parlamento ”ho dovuto masticare un boccone amaro ma non è ancora finita” confida Daniela Santanchè in una intervista alla Stampa. “Verdini non ha sbagliato niente. Perdere una battaglia non significa perdere la guerra” – prosegue l’onorevole che parlando anche con Repubblica aggiunge che Angelino Alfano farà la stessa fine di Gianfranco Fini: ”Anche Fini era il grande vincitore. Per i sondaggi e per tutti i giornali. Era applaudito dal centrosinistra. Era acclamato come il salvatore della patria. Mi sa dire dov’è ora Fini?”. Per lei, chi ha vinto è comunque Berlusconi ”è un genio”, è ”come il Crodino, fa impazzire il Pd”. Certo, se nel partito adesso ”inizieranno a tagliare davvero le teste, questo non potrà più essere il mio partito. Non si può chiedere più democrazia e poi non darla”. Quanto all’ipotesi di nuovi gruppi, ”non credo che reggeranno. Ne parleremo quando diventeranno, se mai lo diventeranno, realtà. Ieri comunque non è finita l’era Berlusconi. Ne è iniziata una nuova. E io sono in prima linea”. ”Da oggi siamo in un altro mondo. E io ho votato la fiducia. Ma, mi ascolti bene, l’ho votata a Berlusconi, non al governo Letta”. Fabrizio Cicchitto, lasciando la riunione dei ‘dissidenti’ Pdl a chi gli domanda dell’ipotesi di una scissione risponde: “non abbiamo esaminato questo termine nemmeno lontanamente. Non avremo un atteggiamento scissionista ma nemmeno di appiattimento”. Dura il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che in una intervista a Repubblica rivela: “Nel Pdl è in atto un confronto tra due classi dirigenti che stanno diventando sempre più incompatibili e che hanno due visioni diverse sul Paese e sul metodo che dobbiamo usare tra di noi per prendere le decisioni. In Parlamento – sottolinea – alla fine Berlusconi ha fatto quello che noi avevamo chiesto fin dall’inizio”. E parlando anche con l’Unità dice che non c’è stato ”nessun parricidio, non uccidiamo il padre politico, anzi l’abbiamo protetto dall’estremismo”.




