La Direzione investigativa antimafia di Roma ha confiscato a Giuseppe Giagnoli, prestanome di Enrico Nicoletti, che fu capo indiscusso della Banda della Magliana, un patrimonio di 5 milioni di euro composto da appartamenti, ville, terreni, auto di lusso, d’epoca e attività commerciali nella zona sud della Capitale. Giuseppe Giagnoli, dopo aver accumulato un elevato patrimonio a seguito di numerosi delitti, ha poi deciso di investire tale ricchezza nella più proficua attività usuraria. Il metodo criminale costringeva le vittime ad acquistare autovetture presso le sue concessionarie a un prezzo notevolmente superiore al loro valore reale in modo da giustificare, con il pagamento rateale del veicolo, i versamenti usurari. Il sistema, ideato per evitare di lasciare tracce utili alla ricostruzione delle operazioni, ha reso particolarmente complesso il lavoro degli investigatori che hanno delineato, nel dettaglio, le numerosissime transazioni illecite. Giagnoli, che è stato sottoposto data la sua pericolosità, a misure di sorveglianza speciale per due anni, era già stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere di stampo mafioso nel 2003 insieme ad Enrico Nicoletti ed altre 27 persone.




