Da diversi mesi nella cittadina dell’hinterland bolognese è in essere una controversia serena fra Cittadini e Amministrazione pubblica circa la gestione di alcuni servizi, fra cui quello relativo alla raccolta dei Rifiuti con il metodo Porta a Porta, fortemente voluto e applicato con determinazione da parte della Amministrazione a matrice PD. Su queste pagine si è sviluppato peraltro un dibattito molto deciso sulle scelte relative al metodo adottato. Ragione insegna che su temi delicati, quali quello in questione, che incidono sulla vita delle famiglie, si debba essere sempre molto disponibili al confronto e questa amministrazione è parsa invece nervosa e suscettibile rispetto alle diverse istanze che sono arrivate da più parti della Società budriese.
Pare che il tutto, come al solito, voglia essere ridotto a una diatriba politico-ideologica da campagna elettorale perenne, che non porta alcun beneficio in termini di effettivi servizi per la cittadinanza.
Il Sindaco Pierini e l’Amministratore delegato Pezzi hanno ultimamente esposto dati di percentuali di differenziazione molto lusinghieri. D’altro canto Mazzanti e Gianfrancesco , rispettivamente leader di Noi per Budrio e PdL, hanno fortemente criticato sia la ragionevolezza dei dati che la completezza dei medesimi. Movimento 5S ha chiesto di raccogliere notizie e commenti presso i Cittadini.
Una cosa però è chiara a tutti, e cioè che questo sistema sia “invasivo”, crei “inquietudini nei cittadini” , sia fortemente penalizzante per chi ha famiglie numerose e per i deboli e coloro che vivono in spazi limitati. Altra evidenza è quella che riguarda la migrazione dei rifiuti e sopratutto una mancanza di dati che aiutino a capire quali siano i risultati del “sacrificio”. In poche parole se io mi sacrifico, voglio capire dove va il mio sacrificio, tradotto: i miei rifiuti a chi vanno per essere riciclati, quanto generano economicamente in termini di ricavi, quanto costano in termini di gestione della raccolta. Se io conferisco un chilo di plastica voglio sapere da chi viene riciclato quel chilogrammo, e quanto esso produce come ricavo a fronte di costi per raccoglierlo e gestirlo. I numeri non possono essere generali, complessivi, e neanche è corretto che non siano forniti.
Il quesito non è banale perché se si analizzano le percentuali di lavoro del FRULLO, il termovalorizzatore di Granarolo dell’Emilia, si rileva che il bruciatore lavora a pieno regime, quindi se le percentuali di indifferenziato diminuiscono drasticamente , cosa BRUCIA IL TERMOVALORIZZATORE? Due le risposte, o brucia rifiuti importati da altre zone del mondo oppure brucia ciò che noi raccogliamo in modo differenziato e che potrebbe essere rimesso tutto nel MIX DI RIFIUTI a bruciare. Se non si danno i dati è lecito avere il dubbio e sarebbe importante che i primi ad avere questo dubbio fossero proprio gli amministratori che hanno dato incarico ad HERA.
Poi veniamo al discorso della gestione della raccolta.
Bisognerebbe agire “cum grano salis” ma ultimamente il grano nella zucca pare scarseggi e quindi si opera più per approssimazione che non per una visione del futuro. La gestione dei rifiuti in casa è una porcheria senza giustificazione. E’ indecente sotto l’aspetto della igiene, è invadente sotto l’aspetto dello spazio, è incongrua sotto l’aspetto della diversa qualità e composizione dei nuclei familiari, è discriminatoria in quanto fornisce servizi diversi a cittadini che abitano zone diverse, creando di fatto cittadini di serie A, B e C.
Nelle cose occorre equilibrio e occorre dare valore ai sacrifici e alle azioni. Tradotto in campo di gestione dei rifiuti questo può leggersi come attività che occorre svolgere, da parte della PA, per rendere adeguato un servizio che produce rifiuti 24h su 24.
Se la produzione è continuativa non si capisce perché la gestione debba essere invece a tempo determinato.
La logica darebbe immediate risposte :
1) MANTENERE LA ATTUALE RACCOLTA PORTA A PORTA DIFFERENZIATA CON TEMPISTICHE GIA’ IN ESSERE;
2) IMPLEMENTARE ISOLE ECOLOGICHE “INTERRATE” PER UNA GESTIONE 24 ore su 24 DI CHI ABBIA NECESSITA’ PARTICOLARI ( isole interrate sono già in programma da HERA in diversi comuni da Bologna a tutta la provincia);
3) IMPEGNARE LE SUPERFICI COMMERCIALI IMPORTANTI ( COOP, LD .. altri) a impiantare macchine automatiche di COMPOSTAGGIO per PLASTCA, VETRO e CARTA con erogazione di buoni sconto;
4) Istituire le STAZIONI ECOLOGICHE TERRITORIALI per i rifiuti ingombranti utilizzando indifferentemente su un territorio ampio le varie stazioni ecologiche SENZa OBBLIGO che ognuno usi quelle del proprio luogo di residenza.
Ma allora, senza sperticarsi in una serie di attività che generano solo scelte inopportune e nuovamente invasive e inique , perché non attuare un programma per i Cittadini?
Altro e ultimo discorso va fatto per il controllo del territorio, per l’igiene e il decoro urbano e per la sicurezza.
Un Paese civile deve avere strade ordinate, un centro storico tirato a lucido, strade senza buche e parcheggi ordinati e chiaramente fruibili. E’ evidente a tutti che Budrio non abbia oggi questa situazione. Le strade sono sporche , le buche abbondano , non solo in centro storico, la viabilità è davvero “improbabile” con rotonde ridicole (Vigorso) e cartelli indicatori di parcheggio e spazi e segnalazioni a terra di aree e fruibili che sono da “tradurre” con lo “Zingarelli della Strada” (se esistesse).
Strisce a terra con sovrapposizione di colori (in centro piazzetta edicola di Mario), spazi di via Bissolati non chiari e con segnaletica confusa, nonché con presenza di “fittoni e panettoni di cemento e sporgenze” che sono molto pericolosi per i parcheggi.
E aggiungo i sistemi di video sorveglianza che sono davvero molto economici ma altamente efficaci sia in via preventiva che di rilevamento dell’accaduto.
L’assunto che non ci sono risorse e i soldi scarseggiano lo trovo oramai una nenia incolore ed anonima che non ha particolare senso.
Mi piacerebbe andare a vedere le prebende di Consulenti, dirigenti e incaricati che probabilmente drenano molte risorse e che a volte fanno intendere che ogni buca sia il risultato di una attribuzione di spesa pubblica e non di investimento pubblico. Quindi ribadisco le mie remore alla nenia dei soldi che mancano.
D’altronde in un Paese dove il lavoro Pubblico ha il privilegio di non essere sottoposto a merito e di essere super garantito, in un Paese dove lavoro pubblico e privato PARI NON SONO, noi possiamo solo aspettarci il peggio e attendere che la nenia delle risorse che mancano sia cantata un giorno sì e uno pure.
Il nuovo volto della politica italiana che Renzi intende rappresentare, con molti legittimi dubbi e anche molte altrettanto legittime speranze, passa anche da una modifica dello status quo ante e dalla nuova visione della politica. Spendere in ragione di una gestione attenta e tagliare costi inopportuni, ridondanti e attribuiti a figure, persone, consulenze, enti, società, che sono solo l’icona di un voto di scambio e non la rappresentazione del bene comune.





Sinceramente spero presto di togliere le tende da Budrio!!!!
MA PERCHE INTERESSA A QUALCUNO IL PARERE DEI CITTADINI???…