Muore stroncato da una ‘bomba’ di alcol e metanfetamine. Matteo Severi, tra dieci giorni avrebbe compiuto 18 anni. Aveva salutato i suoi deciso a consumare una notte in riviera.
Era partito da Cesena con un gruppo di amici, dopo avere fatto scorta di liquori. Almeno così hanno raccontato gli altri agli investigatori della Squadra mobile che li stanno sentendo uno per uno. Una volta arrivati, hanno consumato lo stesso rito di tutti: sono andati in spiaggia a vuotare le bottiglie.
Finito di bere, hanno detto, era ormai mezzanotte, l’ora canonica per entrare in discoteca. Si sono infilati in una delle più note del lungomare di Rimini, e una volta dentro, hanno giurato, si sono separati. Loro sostengono di non sapere da chi Matteo ha comprato le pasticche di ecstasy, ma sicuramente le ha acquistate all’interno del locale. Ognuno è andato per conto proprio, hanno conosciuto gente, bevuto ancora, e si sono divertiti. E solo all’uscita, a sentir loro, il gruppo si sarebbe ricomposto.
Erano quasi le sei, quando si sono avviati alla macchina che avevano parcheggiato all’altezza del bagno 31. Ed è lì che improvvisamente l’amico si è accasciato. Nessuno era troppo lucido, ma si sono subito resi conto che era successo qualcosa di grave, e in preda al panico hanno chiamato l’ambulanza.
Gli operatori del 118 si sono trovati di fronte a una situazione quasi disperata. Hanno capito che la situazione era gravissima, e che quel ragazzo aveva certamente ingurgitato un mix esplosivo. Quando è arrivato al pronto soccorso dell’Infermi, Matteo era già in coma. Sono stati i medici a chiamare la polizia, e gli amici del ragazzo sono stati subito sottoposti a interrogatori serrati. Erano ancora sotto choc, ma anche gli unici possibili testimoni. Non sembra comunque che gli investigatori della Mobile abbiano avuto molti elementi utili per risalire allo spacciatore che ha venduto a Matteo la pasticca mortale. I ragazzi sostengono all’unisono di non sapere e di non avere visto nulla. Una versione, questa, che ricorre spesso quando si consumano simili tragedie. Per questo gli inquirenti passeranno al setaccio i tabulati dei loro telefonini, cercando di scoprire se tra i loro contatti può esserci il nome ‘giusto’.
La tragedia di ieri è la terza in un mese nel Riminese. Una strage cominciata la notte della Molo street parade, quando si è consumata una tragedia che è l’esatta fotocopia. Così come Matteo, anche Emanuele Manzo, 23 anni, di Modena, era partito per una notte in riviera. Anche lui insieme agli amici aveva passato la serata in discoteca, e anche lui si è accasciato a terra come un sacco vuoto. La corsa in ospedale, il coma, e la morte sopraggiunta dopo qualche ora. Una vita spezzata dalla solita porcheria: alcol e metanfetamine. Dove l’ha presa nessuno dice di saperlo, anche se tutti lo immaginano. Nemmeno dieci giorni dopo è toccato a un riminese, Simone Battelli, di 25 anni, che si era iniettato cocaina insieme a un amico, a Rivazzurra. Questo aveva chiamato l’ambulanza, ma quando il 118 era arrivato, non c’era più niente da fare. Con un’indagine lampo, la Squadra mobile era riuscita ad arrestare i presunti responsabili della sua morte. Tre albanesi e una romena, a cui il ragazzo aveva ceduto la sua catenina d’oro in cambio della droga. L’ultimo della lista nera è stato Matteo Severi.




