Sulla strada del rapporto informativo del territorio, intendiamo ancora una volta ascoltare il parere di Marco Macciantelli, Sindaco di San Lazzaro di Savena, ultimamente alla ribalta per alcuni articoli di stampa locale /nazionale riferiti ai servizi mensa delle scuole materne.
1) E’ notizia la denuncia di Barillà sulla evidenziata carenza dei servizi mensa delle scuole dell’infanzia del Comune di San Lazzaro. Ritiene di dovere fornire chiarimenti in merito a questa situazione?
Da quanto ho letto, per la verità, i Barillà sarebbero due. Leggendo il giornale mi sembra di aver capito: Giovanni, membro del coordinamento provinciale di Forza Italia-Pdl, Samuele, coordinatore Forza Italia-Pdl di San Lazzaro. Un caso di familismo trasparente. Per il resto, poche idee, ma confuse. Il vice sindaco Giorgio Archetti ha già spiegato che la nostra mensa offre un servizio sottoposto al massimo controllo. Io stesso questa mattina ho avuto modo di parlare con la dirigente scolastica che mi ha confermato una situazione che non si presta a osservazioni. Certi toni non sono giustificati. A meno che non siano prove tecniche di campagna elettorale, ma per quella che c’è ancora tempo.
2) Si avvicina la scadenza della MINI IMU (24 gennaIo) vuole cortesemente ribadire e chiarire la posizione del Comune di San Lazzaro rispetto al tema specifico?
Condivido l’iniziativa dei sindaci dell’Emilia-Romagna: evitare di gravare sui cittadini con l'”Imu postuma” (quella che rimane, dopo la cancellazione dell’Imu sulla prima casa), e provare ad invertire la tendenza del gioco d’azzardo che sta colpendo la parte più vulnerabile della popolazione. Tale iniziativa non solo è ragionevole, ma ha il merito, una volta tanto, di rovesciare lo schema: di ricordarci che il governo locale è parte essenziale della Repubblica, non un terminale passivo sul quale scaricare tensioni sociali o decisioni dall’alto. Certamente la situazione è complessa, la soluzione non è semplice e i primi a saperlo sono i Sindaci abituati a farsi carico della responsabilità di governo. Però oltre un certo limite non è neppure accettabile che di fronte a scelte politiche debba prevalere la logica della Ragioneria dello Stato. Rispetto alla scadenza, a San Lazzaro si sta pensando ad un piano B di cui si sta occupando l’assessore al Bilancio Isabella Conti: cercheremo di escludere ai cittadini, per quanto sarà possibile, se ce la facciamo, questo colpo di coda di una Imu prima casa che dovrebbe essere già stata abolita.
3) Ultimamente abbiamo avviato un approfondimento circa i vari sistemi di gestione rifiuti dei vari Comuni. Lei ci ha già risposto sul tema ma intenderemmo approfondire pr fornire più specifiche notizie che vedono grande sensibilità dei Cittadini al tema
e specificamente
a) Il Comune di San Lazzaro, dopo avvio sperimentale della raccolta porta a porta in alcune zone, he deciso di sospendere il servizio, perchè?
Per la verità, noi non abbiamo sospeso nulla. Il “porta a porta” è in atto, a San Lazzaro, in due situazioni. Nella zona artigianale della Cicogna e nell’area Ponticella-Croara. Vogliamo andare avanti. Vogliamo farlo per gradi. Ci siamo presi un supplemento di negoziazione col soggetto gestore, di informazione per i cittadini, di predisposizione dell’organizzazione del prelievo. Il “porta a porta” è il nostro futuro. Inutile girarci intorno. Ho il massimo rispetto delle obiezioni, delle preoccupazioni, del disagio sopportato dai cittadini, della difficoltà di tanti ad assumere nuove abitudini. Ho presente una grande capitale europea come Berlino. Tre milioni e mezzo di residenti, non poche migliaia, eppure lì tutte le mattine, fuori da portone di casa, ci sono i sacchetti che vengono ordinatamente prelevati. Se si può fare in una grande capitale europea, si può fare anche in una comunità di qualche decina di migliaia si residenti. Anche perché le nostre comunità hanno cittadini con standard di vita, con aspettative di vita, di rango europeo. Il futuro è lì, poi, certo, si può sempre fare meglio e bisogna provarci, ma insieme, amministrazioni e cittadini, con spirito di collaborazione.
b) Quale percentuale oggi viene realizzata in raccolta differenziata dal Suo Comune?
Attualmente la percentuale di raccolta si è assestata intorno al 44%. Si tenga presente che siamo partiti da poco più del 20%. E’ un risultato che riteniamo debba essere incrementato, anche per raggiungere i maggiori standard che l’Unione Europea – che non è solo spread e vincoli – ma anche standard ambientali più elevati, ci richiede. Lo vogliamo fare attivando da subito una campagna di sensibilizzazione a sistema di raccolta invariato e contemporaneamente sviluppare nuovi sistemi più efficienti, valutando diverse alternative.
c) Il Sindaco di Castenaso, Sermenghi, ha inteso scegliere la via della educazione e dei servizi non penalizzanti per la vita e gli spazi dei Cittadini, Lei come intende procedere?
Credo nel principio costituzionale dell’autonomia degli Enti locali, ho rispetto per i colleghi e per i loro orientamenti. Penso che nel prossimo mandato ammininistrativo si possa ulteriormente incrementare e intensificare a San Lazzaro il “porta a porta”. Ma tra Comuni è bene anche collaborare. Ricordo che a breve parte la campagna per il rilancio della raccolta differenziata proprio insieme a Castenaso e a Ozzano. La campagna si intitola “Ricicla – da cosa nasce cosa”. Utilizzando un linguaggio leggero e diretto, strumenti tradizionali come locandine e pieghevoli informativi, incontri pubblici con esperti, ci poniamo l’obiettivo di sollecitare l’attenzione dei cittadini per migliorare il livello e la qualità della raccolta differenziata. Nel corso della campagna saranno coinvolte le scuole e le associazioni, i piccoli e i grandi esercizi commerciali, perché la migliore campagna pubblicitaria è quella del “passaparola”. Differenziare correttamente è un’assunzione di responsabilità che consente di fare diventare i rifiuti materie prime, permette una riduzione dell’inquinamento atmosferico, contribuisce ad un mondo più pulito.
d) Piovono critiche da più parti circa la mancanza di dati riferiti al RICICLO della raccolta, Lei non ritiene che fermarsi al solo dato di “percentuale raccolta” sia limitativo se visto in una proiezione di tutela dell’ambiente?
Ritengo estremamente importante mettere a punto più adeguati indicatori che misurino l’efficacia della filiera di trattamento dei rifiuti, anche a partire dai dati sul riciclo; per fare ciò abbiamo necessariamente bisogno della collaborazione di Atersir e del gestore.
e) in diversi comuni ( Monghidoro) si sta procedendo per dare “valore” ai rifiuti attraverso accordi con i vari insediamenti commerciali e l’installazione di macchine compattatrici, Lei ha per San Lazzaro idee in proposito o programmi?
Stiamo valutando accordi con la filiera del commercio per promuovere la riduzione e l’immediato recupero degli imballaggi, attraverso l’incentivazione di prodotti “sfusi” e l’installazione di compattatori di imballaggi in plastica, anche con l’utilizzo dell’acqua potabile di rete, come già avviene nelle nostre scuole.
f) Nei paesi più evoluti del nostro su questo tema , la gestione dei rifiuti è un tema che parte dal ciclo dei rifiuti e struttura dal momento della creazione del rifiuto il programma di sviluppo di gestione, come si pone Lei su questo tema?
La nostra campagna di sensibilizzazione ha un obiettivo ancora più ambizioso: si deve partire promuovendo nei cittadini e nelle imprese la consapevolezza dei nostri stili di vita e di come questi determinino a monte la maggiore o minore efficacia del programma di gestione.
g) molti Cittadini sono dubbiosi che affidare a HERA la gestione di gran parte dei Rifiuti porti la medesima a fare il bello e cattivo tempo e limiti il potere di concorrenza utile a diminuire i costi, cosa pensa Lei di questo argomento?
Guardi, secondo me, c’è un problema più generale: quello del rapporto di un Comune con l’organizzazione di servizi di scala sovracomunale. Dalla sanità al trasporto pubblico sino all’energia e ai rifiuti. Quindi non è solo un problema di relazioni con Hera. Oggi è impensabile una gestione diretta di servizi che sempre di più assumono un profilo di area vasta, tale da coinvolgere cioè larghe porzioni di territorio. Chi pensa di riprendersi in casa dei servizi inganna se stesso prima ancora che gli altri. Le municipalizzate sono nate molti decenni fa. Il contesto bolognese è sempre stato alla testa di questo processo e non da oggi. Nella seduta dell’8 giugno 1900, il Consiglio comunale di Bologna approvò la prima azienda municipalizzata del gas in Italia. L’officina era in funzione dal 1846. La centrale del gas di Bologna, tuttora visibile da viale Berti Pichat, nel frattempo è diventato un reperto archeologico-industriale. Il governo locale non è solo quello di rango comunale, ma quello che, sulla base delle esternalizzazioni, offre le migliori soluzioni ai cittadini. Certo: si può, si deve fare meglio, rafforzando il profilo dell’indirizzo politico, della verifica e del controllo, da parte dei Comuni. Senza andare indietro, continuando ad andare avanti. Come? Potenziando il ruolo dei Comuni, cioè delle comunità, cioè dei cittadini. Anche attraverso i patti di sindacato. E’ stato fatto. Ma è un compito mai esaurito una volta per tutte, da riprendere continuamente. Per governare grossi soggetti, occorre una filiera istituzionale particolarmente autorevole. Ed è su questo che dobbiamo impegnarci, pensando qualcosa di nuovo, se serve, non vagheggiando dei ritorni al passato, perché in questo come in altri ambiti il passato non torna più.
Ringraziamo il Sindaco Marco Macciantelli




Monja sei qui???:-)