C’è una vittima del virus West Nile in Emilia Romagna: una paziente di 82 anni, residente a Poviglio, nel reggiano, già affetta da una grave sindrome immunodepressiva, è deceduta all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Dei quattro casi risultati positivi, informa l’Ausl, due pazienti sono già stati dimessi, mentre uno è ancora ricoverato e le sue condizioni sono in netto miglioramento.
La malattia non può essere trasmessa da uomo a uomo mediante contatto diretto o indiretto, ma solo attraverso la puntura di una zanzara infetta. Sono sette i casi di malattia neuroinvasiva da West Nile virus rilevati in Emilia-Romagna. Ai sei casi rilevati nelle province di Modena e Ferrara si è aggiunto un ulteriore caso a Modena. I pazienti sono ricoverati in reparti ospedalieri e presentano quadri clinici di diversa gravità: per cinque persone la situazione clinica è in via di miglioramento, per una persone rimane complessa.
Già dalla fine di luglio, il sistema di sorveglianza entomologica e veterinaria aveva rilevato una importante circolazione del virus in zanzare comuni e volatili nelle aree della bassa pianura dapprima nelle province di Modena e Bologna, poi in quelle di Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.
i serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile).
Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona.
I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti.
La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.
Le misure per proteggersi vanno applicate, in considerazione delle abitudini crepuscolari di questo insetto, nelle ore serali-notturne (da maggio a novembre). All’interno degli edifici il metodo più efficace è l’utilizzo di zanzariere, a maglie strette, applicate a porte-finestre e finestre, ma anche direttamente sul letto; in alternativa, è possibile utilizzare, sempre con le finestre aperte, zampironi o apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine.
Nei luoghi all’aperto dovrebbero essere indossati indumenti di colore chiaro – quelli scuri o colorati sono più attrattivi per gli insetti – che coprano il più possibile (con maniche lunghe e pantaloni lunghi). Vanno evitati i profumi, le creme e i dopobarba in quanto attraggono gli insetti.
Un buon livello di protezione è assicurato dall’uso di repellenti cutanei per uso topico (direttamente sulla pelle).
Le sostanze repellenti applicate sulla cute ostacolano, infatti, il raggiungimento della pelle da parte della zanzara, impedendo ai sensori delle zanzare di intercettare i vasi sanguigni.




