Sindaco di San Lazzaro di Savena
Puntuale come ogni anno è uscito l’ultimo rapporto sulla qualità della vita del “Sole 24 Ore”. Si può dubitare di sondaggi e statistiche, ma occorre dire che l’indagine del “Sole” ha saputo conquistarsi nel tempo una credibilità. E’ una occasione per fare valutazioni e bilanci. La prima cosa da sottolineare è che non si tratta di un confronto tra città, ma tra territori. In una dimensione che coinvolge il quasi milione di residenti della provincia di Bologna (precisamente 990.681), non solo i 380.670 del capoluogo. Mentre siamo alla vigilia di un possibile superamento delle Province come istituzioni, ecco riapparire il senso dei sistemi territoriali, fondamento orizzontale del nostro Paese. Non solo: emergono due cose: che la qualità della vita non è quella auspicata ma quella realmente vissuta e che la sua risultante non si compone solo di aspetti materiali, ma di un mix di servizi e di standard consolidati. Anche quest’anno, in cima, il nord-est: nel 2012 Bolzano, nel 2013 Trento. Ma le città di questa regione sono ben collocate. E la provincia di Bologna passa dalla decima (del 2012) alla terza posizione (del 2013). Anche qui: attenzione a ricondurre tutto ad una logica meramente amministrativa. Il 10° posto dello scorso anno non era colpa delle istituzioni locali, così come il recupero di 7 posizioni sino il 3° posto di quest’anno non è un merito soltanto loro. Il merito, prima di tutto, è di un tessuto civile, sociale, di forze produttive, di risorse culturali, di un capitale sociale, di un’economia civile, di un terzo settore ricco di associazionismo e volontariato, di un’imprenditorialità diffusa, di risparmi, investimenti e consumi caratteristici di un determinato contesto locale. E’ molto buona la quarta posizione della provincia di Bologna relativamente alla propensione ad investire. La terza posizione per le donne occupate. La quinta nelle start up innovative. La prima per la qualità delle strutture per i più piccoli come gli asili nido. La terza nel settore produttivo. La seconda nell’ambito dei servizi e dell’ambiente. La seconda per i giovani (con quattro province emiliane nelle prime cinque). Meno bene relativamente alla microcriminalità. Però attenzione: in compagna di tutte le principali aree metropolitane del Paese. Bologna al 106° posto, tra il 99° di Firenze, il 100° di Venezia, il 102° di Roma, il 103° di Genova, il 104° di Milano, il 107° di Torino.




