La tratta dei bambini si snodava tra Tunisia, Marocco, Egitto, Cipro, passando per Ucraina, Russia e Norvegia, ma la base logistica era a Capaci, sul litorale di Palermo. Due i sequestri in Tunisia già ricostruiti, un altro era in preparazione. Il cosiddetto “recupero” avveniva per minori contesi tra genitori di Paesi diversi, con la pianificazione, organizzazione ed esecuzione di veri e propri sequestri di persona, spesso con l’uso della violenza. Tra i sette colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare c’è anche una ex campionessa olimpionica di vela. Si tratta di Larissa Moskalenko, nata in Ucraina, e residente a Palermo da vent’anni. Era lei la titolare della “Sicily rent boat”, con sede a Carini, la donna, bronzo a Seoul nel 1988, secondo l’accusa, avrebbe fornito “un contributo concreto – mettendo a disposizione le proprie imbarcazioni, gli skipper di fiducia ed altri strumenti logistici – per l’organizzazione e la concreta esecuzione del rapimento e del trasporto clandestino di minori dal Nord Africa verso Paesi europei”. Sette in tutto gli arresti: gli altri accusati sono palermitani, trapanesi e stranieri: la mente del gruppo era un norvegese, il regista dei traffici era uno svedese.
I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere per tratta di persone, sequestro di persona e sottrazione e trattenimento di minore all’estero.



