Medico accusato di molestie sessuali da una ragazzina di 14 anni, di nuovo davanti al giudice. Lo spoletino era stato prosciolto da ogni accusa qualche mese fa. Il gup Augusto Fornaci, in fase preliminare, aveva deciso di archiviare il caso e di non rinviare a giudizio il professionista. Il magistrato non aveva riscontrato prove utili a supporto dell’accusa nei confronti del medico. Il legale della ragazzina, l’avvocato Leonardo Romoli, aveva fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte aveva accettato l’istanza. Stamattina di nuovo in aula davanti al gup. I giudici hanno motivato la loro decisione in questo modo: “Il gup ha travalicato i limiti della sua cognizione, valutando la pretesa inadeguatezza degli elementi probatori a carico dell’imputato, senza tenere conto della loro natura e pertanto della loro conformazione non irreversibile, ma anzi suscettibile di evoluzioni e precisazioni nell’ambito del dibattimento”. E ancora.”Il criterio di valutazione del gup – ricorda la Cassazione -non è l’innocenza dell’imputato, né tanto meno l’insufficienza o la contraddittorietà degli elementi raccolti, bensì il fatto che questi elementi rivestano caratteristiche tali da non potere essere ragionevolmente superabili nel dibattimento”. Insomma la terza sezione penale della Suprema Corte ritiene che il caso meriti ulteriori approfondimenti. L’accusa sostiene che il professionista spoletino avrebbe molestato la quattordicenne durante una visita medica.



