La Conferenza delle Regioni ha appena concluso in questi giorni le sue sedute, individuando per la stagione 2013-2014 i cosiddetti “benchmark”, cioè quegli esempi virtuosi di riferimento nella gestione sanitaria: quest’anno il podio è stato assegnato ad Umbria, Veneto ed Emilia Romagna.Si tratta di un criterio di merito per la determinazione dei costi standard ai fini del riparto delle disponibilità finanziarie per il Servizio Sanitario Nazionale. Queste tre regioni sono notoriamente conosciute per il grado di efficienza conseguito annualmente in vari settori, in particolare in ambito socio-sanitario dove si riesce a garantire un mantenimento di bassi costi e un’ottima qualità dei servizi offerti al pubblico.Sembra ciò derivi dal fatto che in tali aree la popolazione abbia maturato una cultura rivolta alla valorizzazione dei beni comuni, in cui i servizi sanitari sono considerati tra quelli più importanti da preservare, in un contesto urbano dove la collettività si adopera per massimizzare l’efficienza e aumentare la qualità generale della vita.Nell’ultima settimana vi era stata una disputa mediatica tra le regioni Lombardia e Veneto per l’accaparramento di un posto sul podio: una sorta di guerra fredda tra i due presidenti, Roberto Maroni e Luca Zaia. E’ un punto di vista strettamente politico, legato a presunti interessi elettorali forse strumentali alle prossime candidature, tuttavia ciò dimostra quanto sia importante non soltanto la reale qualità dei servizi sanitari offerti, ma anche che venga riconosciuto in tutta Italia il primato di una regione sulle altre.



