Il presidente americano Barack Obama ha firmato l’accordo che mette fine allo shutdown dello Stato federale ed innalza il tetto del debito Usa, evitando il default. A meno di due ore dal baratro, il Congresso ha approvato ieri sera l’intesa. “Basta scontri, sono pronto a lavorare con tutti”, ha commentato Obama. Wall Street vola a +200 punti.
Alle 22:12 di ieri ora locale (le 4:12 di oggi in Italia), meno di un paio d’ore dal default, il voto della Camera salva gli Stati Uniti dalla catastrofe economica. Ma è tutto il mondo che in queste ore tira un enorme sospiro di sollievo.
Al termine di una giornata al cardiopalma, prima il Senato, poi la House, hanno approvato a larga maggioranza l’intesa raggiunta dai capigruppo della Camera Alta che riapre lo Stato federale sino al 15 gennaio e finanzia il debito sino al 7 febbraio. Da oggi gli statali torneranno al lavoro. Malgrado il lieto fine, c’è però poco da festeggiare: il solo shutdown, durato 16 giorni, è costato molto all’economia americana, Standard & Poor’s stima che il prezzo da pagare per la chiusura del governo è di almeno 24 miliardi di dollari. E non solo: c’è da considerare un taglio del pil nel quarto trimestre che dovrebbe aggirarsi sullo 0,6%.



