Siamo in un momento di grave difficoltà nel mettere energia al motore che sia in grado di invertire la tendenza al declino. Purtroppo mettere le mani ad un veicolo arrugginito non consente interventi incisivi e sopratutto risolutivi.E poi CHI sarebbe oggi in grado di dettare leggi impopolari che mettessero in crisi il rapporto con il proprio elettorato, prevedendo tragiche cadute alle successive tornate elettorali? Le Lobbies che da noi lavorano a livello sommerso non permettono libertà di azione. Da un lato si odono bellissimi e sensati discorsi sul “fare” , che normalmente si traducono in inutili proclami destinati a perdersi nel vuoto. La causa principale di questa stagnante situazione è da ricercarsi nella rete delle compiacenti posizioni che la politica ha creato nel tempo, a sinistra , centro e destra, per mantenere fette di elettorato utili a tenere il potere della sedia. Lo scranno politico è assicurato non da competenze ma da presenze in gran parte garantite dai voti di interessati cittadini e categorie di cittadini, per cui la politica può sì esercitare governo, ma solo governo autorizzato dai gruppi di potere che hanno prodotto lo scranno politico.
I tagli alle spese di uno stato che presenta una organizzazione orientata a mantenere questi legami di interesse privato, in quanto personale, non sono possibili se non da parte di una classe politica che non aspiri alla legittimazione del voto, consapevole che il voto , probabilmente , chiamerà a raduno chi contrasta scelte radicali e importanti nella vita politica e sociale dei cittadini.
Per assurdo bisognerebbe sperare che quel 50% circa che NON HA VOTATO, tornasse alle urne compatto su un progetto di risorgimento politico e sociale. Ma le speranze trovano solo il conforto del caso e degli astri.
Quindi allo stato delle cose oggi dobbiamo assistere a questo degrado delle aspettative sociali che male si adatta a coloro che , dopo avere ricevuto fantasmagoriche previsioni di luce e di effetti mirabolanti dell’Euro , oggi si trovano a dovere fare i conti con il disagio di scarsa liquidità, se non addirittura povertà e perdita di lavoro e di prospettive.
L’Euro però oggi è irrinunciabile, checchè ne dicano i fautori di politiche Keynesiane di decrescita felice, poco attinenti alla realtà.
Purtroppo bisogna riconoscere che l’Euro sia stato sì lo strumento utile per consentire alla finanza di allargare la base imponibile e gestire con maggiore dilazione temporale il disastro della finanza speculativa, ma è anche stato il contenitore di prezzi triplicati e di enormi disuguaglianze sociali.
Il GOVERNO DECISIVO che dovrebbe essere specchio e interprete di un progetto strategico di vita e di futuro, è completamente assente e come già ho precedentemente rilevato, vige ANONIMATO POLITICO e il ruolo dell’Italia sta sempre più diventando quello di un Paesiello rurale con la sua Amministrazione locale, completamente privo di ogni autonomia territoriale propositiva per un rilancio dedicato alle risorse e alle peculiarità del nostro Paese.
Sentiamo dissertare di “PARAMETRI” , di “REGOLE COMUNITARIE”, di “DISCIPLINA COMUNITARIA”, ma nel nostro vivere quotidiano l’imposizione di austerità a fronte di un debito accumulato in circa un cinquantennio, non può essere tradotta in rigore senza futuro solo asservendo tutto ai “parametri”, e , ancor di più, non si può pensare che tutto questo avvenga in tempi recessivi e in periodi di pochi anni.
Non è corretto neanche pensare a espandere la spesa pubblica e quindi la strada unica sono i tagli , ma tagli di PRIVILEGI importanti e non di quelli che alla fine comportano solo pochi denari nel borsellino.
1) PARIFICAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO e PRIVATO
2) ABOLIZIONE DI TUTTI GLI STATUTI, ENTI E REGIONI E PROVINCE AUTONOMI
3) LIBERTA’ CONTRIBUTIVA E PREVIDENZIALE CON ISTITUZIONE DEL FONDO DI SOLIDARIETA’ OBBLIGATORIO
Queste sono le regole da dettare ai grandi temi della politica, immediatamente fruibili e automaticamente operative, senza che questa stravolga la vita di alcuno, ma solo ponendo modernizzazione ed evoluzione adeguata al sistema stato antiquato, conservatore e protezionista di interessi oltremodo inutili , costosi e insopportabili.
Invece noi assistiamo alla POLITICA del RINVIO e alla INDECISIONE PROGRAMMATICA.
Per la nostra Classe ANONIMA POLITICA il focus è il controllo dei soldi nei conti correnti, nel frattempo i capitali di chi detiente il 90% della ricchezza nazionale MIGRANO ALL’ESTERO e quelli non saranno sottoposti a controlli per il semplice motivo che NON CI SARANNO PIU’.
Gaetano Memmola



