Con l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva al 22% previsto da martedi primo ottobre, a pagare il prezzo più elevato saranno le famiglie meno abbienti. Lo afferma la Cgia di Mestre. Se in termini assoluti saranno i percettori di redditi elevati a subire l’aggravio di imposta più pesante, la situazione si capovolge completamente se si confronta, sottolinea la Cgia, l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva sullo stipendio netto annuo di un capo famiglia.
L’aumento dell’imposta peserà di più sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. Per i single l’aggravio sarà fino a 99 euro e per un lavoratore dipendente con moglie e figli a carico fino a 120 euro. Secondo il Codacons l’aumento dell’iva produrrà ricadute economiche pesanti da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi; per Confcommercio, determinerà effetti recessivi e depressivi ”esiziali” per l’economia reale.
“La politica, purtroppo, ha perso una grande opportunità- dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – non essere riusciti a evitare l’aumento dell’Iva è molto grave”.
L’incremento deprimerà ancor più la domanda interna penalizzando soprattutto le famiglie più povere e quelle più numerose. Ma a pagare il conto saranno anche gli artigiani e i commercianti che, nella stragrande maggioranza dei casi, lavorano per il mercato domestico. Questo ritocco deprimerà ancor più i consumi delle famiglie che anche per l’anno in corso sono destinati a subire una contrazione del 3% circa”.
La crisi ”ha stremato famiglie e imprese” e impone al Governo ”la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l’aumento dell’Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l’economia reale”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli che afferma “ora è assolutamente necessario che il Cdm vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell’economia e la crescita, a partire dal rinvio dell’aumento dell’Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse”.




