Lo Ior ha pubblicato oggi, sul sito www.ior.va, il suo rapporto annuale relativo al 2012. Si tratta del primo rapporto, in 125 anni di storia dello Ior, ad essere divulgato al pubblico. Dal documento emerge che, nel 2012, lo Ior ha registrato un utile netto di 86,6 milioni di euro. Il presidente dello Ior, Ernst Von Freyberg sottolinea che: “Dal marzo scorso abbiamo avviato una strategia basata su tre pilastri. Uno è quello di aprire e impegnarsi in un dialogo con i media, dicendo come stanno i fatti in maniera sistematica. E questo fa sì che ora noi abbiamo un ufficio stampa per lo Ior. Il secondo elemento è quello di creare un sito web che possa servire come fonte accreditata sui fatti dell’Istituto. Il terzo elemento è quello di pubblicare il rapporto annuale.
“Il controllo dei conti dello Ior ordinato da Papa Francesco sta andando bene” continua il presidente dell’Istituto, “Da maggio – sottolinea alla Radio Vaticana – abbiamo impiegato il Promontory-Group statunitense. Loro stanno revisionando ogni singolo conto e stanno anche facendo indagini speciali per noi. In aggiunta, e insieme a loro, abbiamo esaminato le nostre procedure nel prendere clienti e nel trattare con loro per assicurarci che non si verifichi nessuna azione di riciclaggio nell’Istituto. I tre progetti stanno procedendo secondo i piani, abbiamo un nuovo manuale, abbiamo nuove procedure e siamo anche pronti per un’ispezione da parti terze. L’impiego della Promontory – rivela Ernst Von Freyberg – si è reso necessario per due ragioni: la prima è che c’è bisogno di qualcuno con una conoscenza all’avanguardia, che si occupi di questi processi più volte per diverse istituzioni nel mondo. La seconda, ugualmente importante, è una gran mole di lavoro. Ci sono 20, 25 persone (della Promontory) ogni giorno che svolgono questa attività. E noi in Sede non avremmo queste risorse”. Von Freyberg, ricorda che “ci sono circa un miliardo di cattolici nel mondo, che hanno diritto di sapere cosa fa questa parte della Santa Sede. Hanno anche diritto di capire come contribuiamo al benessere della Chiesa nel mondo. La trasparenza, spiega, interessa anche i nostri partner, cioè le nostre banche corrispondenti, che contano sul fatto che noi siamo un ‘business-partner’ solido e ben gestito”. “Abbiamo fatto – conclude il presidente dello Ior – una lunga strada sulla trasparenza e la conformità. Il prossimo passo importante sarà quello di guardare il nostro servizio al cliente e vedere come possano migliorare i prodotti ed i servizi che offriamo loro”.
L’utile segnalato dal Rapporto 2012 pubblicato oggi dallo Ior è di 86,6 milioni di euro, quattro volte quello del 2011. Al 31 dicembre 2012, risultano affidati all’Istituto beni di clienti (inclusi depositi, beni in custodia e gestiti in portafogli) per un valore 6 miliardi 320 milioni 914 euro, per un patrimonio netto di 769 milioni di euro. L’85 per cento di questi beni è rappresentato dagli assets di 5200 istituzioni cattoliche. I dati del bilancio del sito www.ior.va parlano di 13700 conti individuali, di membri del clero, impiegati o ex impiegati del Vaticano con conti per lo stipendio o la pensione e di diplomatici accreditati presso la Santa Sede, per un totale di circa 1,2 miliardi di euro di depositi. Gli investimenti in titoli hanno fruttato 3.619.310 di euro, molto di più dei quasi 2 miliardi e mezzo del 2011.




