I bilanci consolidati delle varie COOP “rosse” (UniCoop Firenze, Coop Adriatica, Coop NordEst, UniCoop Tirreno, Coop Lombardia, Coop Estense, Coop Centro Italia, Coop Liguria e Nova Coop di Adriano Melchiori e Gianfranco Ursino ) stanno destando preoccupazioni agli investitori che, lo ricordiamo, sono i sottoscrittori dei prestiti sociali , in gran parte utenti clienti e consumatori. Le partecipazioni finanziarie evidenziate in consolidato mostrano svalutazioni consistenti e perdite rilevantissime. Le svalutazioni ammontano a circa 370 milioni di euro e la perdita realizzata è di circa 150 milioni di euro.
La finanza gestita dalle Coop è alimentata da raccolta diffusa attraverso i prestiti che vengono concessi da una moltitudine di soci. Ad oggi l’ammontare del denaro affidato alle “cure” delle coop è di circa 11 miliardi di euro.
Da molti giungono interrogativi sui sistemi di controllo e di governance nella gestione di questo mare magnum di risorse, sopratutto dopo i fatti di cronaca riferiti a Monte Paschi e alla gestione di Unipol. A proposito di quest’ultima, è di oggi la notizia che “IL FATTO QUOTIDIANO” denuncia dalle sue pagine una “ritorsione” da parte di Unipol verso la testata perchè la stessa aveva pubblicato inchieste su Unipol e sulla situazione patrimoniale finanziaria della Compagnia.
Sono in tanti a chiedersi se questa gestione di fondi e denari così cospicui sia sottoposta al controllo di Banca d’Italia e della Consob e con quali strumenti esso si attui per garantire che non venga messo a rischio il capitale dato in prestito dai Soci. Altrettanti si chiedono chi e come verranno ripianati i buchi che si si sono appalesati nei bilanci e nelle situazioni al vaglio delle procure incaricate, riferite a Monte dei Paschi di Siena, un gruppo partecipato da fondi provenienti anche dal denaro delle Coop.
E’ lecito domandarsi se la sottoposizione agli STRESS TEST che affliggono e monitorano il sistema bancario siano anche effettuati sulle organizzazioni Cooperative in genere che effettuano raccolta di denaro in modo diffuso.
Anche il Sole 24 Ore e il settimanale collegato PLUS 24 ha dedicato ampio spazio a questa materia che suscita molta ansia presso la gente interessata.



