Oggi anche il “Carlino” dedica uno spazio importante in cronaca di provincia di Bologna alla situazione della gestione rifiuti di Budrio, in particolare alla iniziativa del PDL e AMARE BUDRIO di dare corpo alla operazione referendaria di ABROGAZIONE dell’attuale sistema in vigore a Budrio ( raccolta porta a porta con calendario e buste in casa di raccolta).
Il Sindaco Giulio Pierini si dice convinto che Pasquale Gianfrancesco NON RIUSCIRA’ A RACCOGLIERE le firme UTILI per dare vita alla operazione referendaria ( circa 700 firme). Gianfrancesco da par suo conferma di non avere alcun problema in proposito e di avere già incassato 350 firme. Quello che stupisce è la affermazione di Pierini, un po’ subdola che comunicherebbe una intenzione di CONTRASTO e di IMPEDIMENTO alla regolamentazione Consigliare del referendum e della sua effettuazione in tempi brevi, preventivamente ipotizzando tempi biblici ” Si cerca di giocare una partita senza che ci sia il campo di gioco. Ad Argelato ci volle un anno per creare un regolamento del referendum. Penso che il Consiglio comunale abbia altri impegni di fronte”.
Queste affermazioni lasciano sbigottiti, come se la gestione di un atto di democrazia fosse un fastidioso intralcio che deve trovare impedimenti regolamentari di burocrazia pubblica, di cui i cittadini non hanno certamente bisogno. Viene da chiedersi come mai il Sindaco, sapendo che il Referendum sia un atto di democrazia partecipativa previsto dallo Statuto Comunale e dalle Leggi, non abbia previsto da tempo il regolamento di cui auspica lentezza procedurale.
Questo la dice lunga sulla volontà di questa Amministrazione di cercare consensi e lavorare a progetti per il bene comune.
Nel frattempo NOI PER BUDRIO, impegnata anch’essa sulla via del contrasto a questo sistema di raccolta dei rifiuti, ha già raccolto oltre 1.500 firme e il numero sta crescendo giorno per giorno, per cui non si capisce da dove provenga tutta la sicurezza del Sindaco verso il fatto che Gianfrancesco non riesca a raccogliere le firme per la consultazione referendaria. Comunque questione di “lana caprina”, rimane il fatto che la gente di Budrio è molto arrabbiata per queste scelte di metodo antiquato, costoso per nulla agevole.
Rimane inoltre il fatto che il Comune non si stia rendendo parte “diligente” nel richiedere ad HERA i dati del RICICLO dei rifiuti di BUDRIO, cioè l’analisi completa e dettagliata di OGNI KILO di rifiuto conferito ad HERA e del suo tradursi in ciclo di riuso e non , come tanti pensano ( i soliti maligni !!!) , in rifiuto da bruciare !! E se questi dati li avesse raccolti, perchè NON VENGONO RESI PUBBLICI ???
Questi comportamenti della Pubblica Amministrazione che gestisce il denaro Pubblico sono effettivamente inadeguati e incoerenti con il principio di trasparenza e di tracciabilità delle azioni pubbliche e dei Soggetti incaricati di pubblico servizio (smaltimento rifiuti) , che devono andare ben oltre il mero scontro politico in cerca di voti per mantenere poltrone.
E noi solleviamo ancora forti dubbi sulla inadeguatezza dei metodi in un sistema che è troppo viziato da compromessi e da scelte inadeguate. Ci riferiamo specificamente al fatto che un gestore di un ciclo dei rifiuti dovrebbe innanzitutto pensare ai vantaggi da apportare e alla modernità dei sistemi da mettere in campo. Quale mente avveduta e illuminata si è fatta carico nel recente passato e nell’attuale presente di imporre alle attività produttive del territorio (medio-grandi dimensioni) di disporre di macchine conferitrici e compattatrici di PLASTICA, VETRO, CARTA, in grado di ricevere i conferimenti spontanei dei cittadini ripagandone con moneta corrente il loro apporto?? Io porto una bottiglia di plastica in Germania e la macchina mi dà SOLDI per quel conferimento!!! io invece raccolgo plastica a BUDRIO per HERA in casa ed HERA mi fa pagare in più in bolletta il servizio… STONA???
Auguriamo che il REFERENDUM, le PETIZIONI, la volontà dei Cittadini sia la vera scelta per il futuro e non solo la voglia di alcuni di diventare protagonisti.




Da più parti,mi dicono che sia Hera con un’autocertificazione a determinare le percentuali di differenziata e non un soggetto terzo.Per cui la percentuale di differenziata con i vecchi cassonetti poteva essere oltre al 40% non essendoci mai stato nessuno a controllarne la veridicità.Tutto ciò vuol dire poca trasparenza in un regime di monopolio.
Male, molto male, e come denunciato dall’articolo, un motivo in più per nutrire grandi dubbi e richiedere certificazioni e dati.