In questo periodo di estrema tensione sociale e di vita occorre prendere coscienza che le opportunità da ricercare sono diverse dagli stereotipi cui eravamo abituati. In Italia il 50% dei lavoratori è impegnato nel privato e gran parte di essi opera in piccole e medie aziende , molte delle quali sono in significativa crisi operativa.
Essenzialmente la crisi delle piccole e medie aziende è da ascriversi alla carenza di finanza dovuta a : 1) mancate erogazioni dal sistema bancario con richieste di chiusura conti e rientro dagli eventuali affidamenti; 2) mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni e contenziosi infiniti con le agenzie delle entrate per i rimborsi IVA; 3) mancati pagamenti dai clienti che a loro volta hanno gli stessi problemi. In questo vorticoso avvinghiarsi di situazioni critiche prendono corpo le decisioni più imprevedibili, fra le quali quelle maggiormente in tendenza negli ultimi tempi, cioè le vie fallimentari e concordatarie, che , come prevedibile, stanno arricchendo professionisti dediti alle ristrutturazioni dei debiti, commissari giudiziali, curatori, avvocati e periti, che appioppano parcelle da decine di migliaia di euro con obiettivo di fare CHIUDERE in serenità l’Azienda..o. in qualche caso, continuarne l’esistenza sotto il cappello di protezione del tribunale fallimentare.
In questo scenario il nostro Paese stenta a trovare vie di uscita perché appunto non vi sono strade che incentivino alla uscita dal tunnel verso nuove Imprese e una nuova imprenditoria di crescita e innovazione.
Tradotto in termini semplicistici si potrebbe affermare che solo organizzando le forze del Paese in modo diverso, si potrebbe dare risposta a queste problematiche. Organizzare in modo “diverso” vorrebbe dire dividere le attività in 2 grandi tronconi operativi, da un lato quello che risulterebbe necessario a manovrare la situazione di crisi dell’Azienda con uffici e personale dedicato a questo , anche e sopratutto utilizzando forza lavoro pubblica e non solo rimpinguando le tasche di studi professionali e professionisti che sembrano i BECCAMORTI DEL LUSSO.
Dall’altro lato attivando uffici per le START UP di indirizzo, realizzazione piani industriali, supporto ai finanziamenti comunitari e percorsi sulla via della finanza di impresa gestita con affiancamento burocratico a costi contenuti ( costi aziendali di burocrazia, tassazione concordata, sgravi verso l’occupazione, etc…).
Sul tema della innovazione e della finanza di gestione che non sia per forza di cose finanza dal sistema bancario, mi piace indicare il CROWD FUNDING, un sistema già in uso all’estero, con semplici regole operative, che in Italia è scarsamente utilizzato a causa della burocrazia e della legislazione sulla gestione del credito che ha delle limitazioni enormi se applicata alle START UP, che evidentemente hanno bisogno di tutto.
Il sistema si fonda su una finanza che arriva da un pubblico allargato ( CROWD vuole dire “FOLLA” ) che fonda il poco da tanti come regola di partecipazione alle start up. Sarà compito dell’ideatore richiedente, incentivare la voglia di investire della FOLLA, con progetti allettanti, chiarezza dei numeri e gestione di “ricompense” ai finanziatori che sono rappresentate da oggetti esclusivi, feticci imprenditoriali e iniziative di vario genere.
Consiglio di andare a visitare www.eppela.it ma esistono anche tanti altri siti dove trovare conforto.
E che cosa dire se uno è a corto di idee e vorrebbe confrontarsi con il mercato, con il mondo ?? ecco che in questo caso bisognerebbe frequentare un HUB, che non è altro che un luogo dove la gente si incontra per conoscersi, scambiare idee esperienze e progetti, cercando di esporre il proprio materiale umano, formativo, imprenditoriale per trovare chi possa essere interessato a nuove opportunità di lavoro in forma di Impresa. In Italia esistono 7 HUB con questa “mission” . Sono a Milano, Rovereto. Roma, Siracusa, Bari, Trieste, Firenze. il motto è FARE RETE e nel fare rete trovare la strada per un successo condiviso. in un HUB ci si incontra e ci si confronta, nascono simpatie, relazioni e nuove alleanze operative. La stessa idea di aprire un HUB nella propria Città potrebbe essere un progetto di Impresa interessante. E cosa dire se poi questa attività venisse agevolata e incentivata dal “Pubblico” per dare impulso a una economia di idee che gestisse le medesime non come avventure al buio ma con competenze e strategie integrate rivolte a sfruttare il know how di ogni soggetto fino al conseguimento della autonomia operativa .
Insomma , in una fase di incertezza occorrono persone, cervelli e volontà politica e publica per un nuovo corso da dare alla storia del nostro futuro.
Gaetano Memmola



