Elena Rayos , una ragazza che oggi vive in Venezuela ci racconta la tragedia di avere una vita normale nella quotidianità di un Paese devastato dalla miseria, dalla corruzione, dalla delinquenza. Lei, giornalista di strada vuole raccontarci un episodio della vita di tutti i giorni. Arrivi all’aeroporto di Caracas, e appena scendi dalla scaletta dell’aereo ti rendi conto che in aria c’è tensione e nessuna sensazione di sicurezza. Tutto è lasciato al caso e chi giunge deve avere una programmazione molto rigida dei suoi spostamenti. Usualmente chi oggi arriva a Caracas non lo fa perché ama fare il turista d’avventura, ci viene per lavoro, per famiglia, per impegni improrogabili. A Caracas c’è la guerra! Dicevamo, appena scendi dall’aereo devi avere tutto programmato, devi avere chi ti attende e avere concordato con chi ti attende una sorta di CODICE di RICONOSCIMENTO basato su una frase segreta e anche segni di riconoscimento non usuali. Questo perché il Paese è abitato oggi da una delinquenza di strada senza pari. Se ti vedono solo, ti attaccano, se vedono che hai un bene qualsiasi, ti uccidono per prendertelo, non hai scampo. Sono saltati i valori e la gente gira scortata. Vero che tutto ha costi molto ridotti e quindi ci si può permettere di avere due persone “a guardia” ma certamente la situazione è pericolosa e non ci sono poliziotti né sicurezza civile che possa arginare il fenomeno. Da un momento all’altro, da una strada , un angolo, un locale, sbuca un ragazzino armato e ti assale, ti spara e ti lascia lì per strada dopo averti rapinato, magari dopo un po’ arrivano gli sciacalli e se sei ancora vivo ti regalano pace eterna. I beni alimentari e di prima necessità sono solo al mercato nero. In un Paese ricco di petrolio, manca la benzina al distributore. Non si ha nulla che possa rappresentare un “paese normale”. Sembra di essere in un clima da FAR WEST con pistoleros all’assalto delle banche e sceriffi che non ci sono. In tutto questo vivere senza regole la gente muore e muore molto più di quello che si racconti. I corpi della gente per strada vengono raccolti come pattume e a volte nemmeno identificati. La gente venezuelana che ha potuto fuggire è già andata via, chi è rimasto vive nel terrore e nella difesa del suo territorio in attesa di vedere una soluzione. La sensazione di insicurezza totale e di costante pericolo di vita è l’elemento costante che caratterizza la vita di questo Paese dimenticato dal mondo, che vive un dramma senza precedenti.



