Viene da domandarsi, fra i tanti, quali siano i ruoli effettivi di una amministrazione comunale, se solo quello di operare gestione di una macchina operativa avviata, oppure porsi come innovatore di uno status che probabilmente non produce alcuna crescita, né alcuna novità. Intendiamoci non è cosa facile, né cosa da tutti “dare uno scossone” alla macchina pubblica, ma solo una mente visionaria, che abbia il coraggio di scrollarsi situazioni, persone, partiti e dictat di apparati, ma anche di “comitati del pensiero”, potrà forse sperare di entrare nella storia e anche dare un futuro diverso alla nostra Comunità.
Proprio Venerdì 21 in via Partengo un incidente al passaggio a livello ha riaperto le discussioni sulla sicurezza del Paese, che dovrebbe essere un obiettivo primario imprescindibile di una comunità. La Sicurezza del Paese, delle sue strade , del Territorio e delle Famiglie che vi abitano dovrebbe non conoscere alcun limite alle azioni da porre in essere. I Passaggi a livello cittadini di Budrio, che di fatto dividono la Città in due, sono una soluzione non più sostenibile e dovrebbero essere tutti rimossi attraverso moderne opere di gestione stradale e di transito. Immaginare che il Paese sia regolato da passaggi a livello obsoleti, contando su una comunità abitativa di oltre 15 mila residenti e una attiva impresa presente sul territorio, oltre che presidi medici importanti, vigili del Fuoco, e traffico extraurbano, non può essere una soluzione da giustificare solo con le risorse che mancano. Ma andiamo anche a guardare ciò che il Paese ha prodotto in termini abitativi nell’ultimo decennio. Budrio è stato attrattivo per molte famiglie che sono arrivate da fuori e una politica di espansione edilizia importante ha favorito l’accoglienza di tante nuove persone nella comunità. Ma quando si accoglie è d’uopo prevedere che l’espansione sia anche quella dei servizi e serva anche da motore per gestire un rinnovamento cittadino di rilievo e che serva a tutti non solo alle casse del comune che riscuote fior di oneri di urbanizzazione. Ebbene cosa ha fatto Budrio per “meritarsi” questo nuovo flusso di residenti? Poco , davvero poco. La viabilità è rimasta uguale e le grandi opere provinciali hanno marciato a rilento fra polemiche e passaggi di burocrazia senza alcuna innovazione di modernità. Le opere cittadine non hanno avuto alcuna innovazione, i passaggi a livello c’erano e ci sono, i canali scoperti c’erano e ci sono, le strade perdippiù sono scassate e , in centro, mostrano imbarazzanti situazioni di approssimazione. In un Paese fortemente votato al traffico con biciclette non è stata mai realizzata una rete ciclabile vera con percorsi anche sinergici con altri Comuni al fine di fare attività e azione integrata. Un Comune come Budrio che vede insediamenti internazionali di altissimo livello protesico, non ha strutture che creino “sistema”. Creare sistema vuol dire agire con un obiettivo industriale che costruisca un POLO OPERATIVO fatto di servizi principali ed accessori che rendano l’area geografica budriese la “Silicon Valley della Protesi e della riabilitazione”. Ma è possibile che amministratori da più generazioni non abbiano mai avuto una “visione” in questo senso? Avere una “visione” purtroppo non appartiene a tutti, meno che meno a gente di partito che viene messa a gestire cose complesse di cui evidentemente non capisce nulla, avendo gestito solo tessere e piatti di polenta alle feste di Paese. E non è solo questa attuale amministrazione ma anche le precedenti . Insomma un lungo periodo di anonimato che però oggi mette in scena uno spettacolo di Budrio avvilente. Strade inappropriate, strutture obsolete, Aziende come la Pizzoli che scappano in zone più consone, Inail di Budrio relegato ad una ubicazione servita da viabilità da “mulattiera” e senza servizi che abbiano mai pensato a un polo integrato della protesi e della riabilitazione attraverso infrastrutture e impianti dedicati ( PISCINE COPERTE RIABILITATIVE oltreché LUDICHE; strutture di fisioterapia integrata, strutte di accoglienza per famiglie e di istruzione integrata per lungo-degenti…etc..). Ma perché nella gestione di una politica “visionaria” di un Paese, di un territorio , non si scrivono le linee guida di un piano poliennale basato su una pianificazione “visionaria” che abbia lungimiranza e crei innovazione, cultura e attrazione di capitali dall’Italia e dall’estero, sfruttando le eccellenze del nostro territorio? E’ possibile che in anni di urbanizzazioni e cementificazioni non si sia mai pensato di creare uno spazio di PRODUZIONE DI ENERGIA a IMPATTO ZERO per ALIMENTARE UN IMPIANTO DI ACQUE DELLA SALUTE? Quale balordaggine rappresenta la costruzione della Piscina di Budrio sotto l’inceneritore del Frullo a 20 chilometri di distanza? Quale “visione” può avere comunicare che facciamo cose in altri Comuni e in altri Territori?
E quale opportuna scelta rappresenta l’investimento di risorse in una campagna energica di operatività TALEBANA sul fronte dei rifiuti, obbligando la gente a una situazione di imposizione e catene in casa, con buste e bustine e calendario da rispettare per cui sembra di essere tornati all’epoca della tessera per prendere il pane, solo che qui la tessera è per conferire la monnezza.
Ma non sarebbe semplice, logico, decisamente comodo e condivisibile da tutti, PROCEDERE CON IL SISTEMA DI RACCOLTA COME OGGI IMPOSTO e DOTARE DI AREE ATTREZZATE (anche solo 3 AREE) IL PAESE PER IL CONFERIMENTO SPONTANEO DIFFERENZIATO DI TUTTE LE TIPOLOGIE?, magari con interventi INTERRATI che HERA sta già operando a Bologna e Comuni limitrofi?
Quali sono le assurde motivazioni che impediscono una attività intelligente e comoda per la Cittadinanza, riducendo le discussioni alle questioni di ideologia da partito tricheco?
E veniamo alla SICUREZZA. Oltre alle strade, il tema più grave è quello riferito alla gestione del territorio e al presidio dello stesso, Presto anche i Carabinieri saranno interessati da modifiche territoriali di presidio e già i Vigili Urbani di Budrio oggi appartengono a una gestione allargata di TERRE di PIANURA, Le strade di Budrio, sopratutto quelle periferiche e nei nuovi quartieri, per non parlare delle frazioni, sono davvero un bacino aperto alla delinquenza urbana, fatta di furti, rapine, scippi e anche furti in casa in pieno giorno. Quale è la soluzione? Indubbiamente la soluzione passa attraverso una politica non di singole zone, ma DEL TERRITORIO ed essa oggi può essere ben inscenata attraverso la DIGITALIZZAZIONE DEL VIDEOCONTROLLO in tutte le aree. Siamo certi che se si imponesse un balzello per una rete digitalizzata di videocontrollo, questo sarebbe un balzello bene accetto, come in una sorta di condominio allargato costruito sul territorio. Di certo noi possiamo già contare sugli impianti esistenti presso privati Imprese e Utenti che potrebbero essere resi al servizio allargato, solo operando sulla burocrazia, poi si potrebbe incrementare la gestione con situazioni di telecontrollo allargato e un piano ad esso collegato.
Non crediate che stiamo parlando della luna, perché potremmo tranquillamente riportare esperienze di altre comunità che A COSTO MINIMO, se non ZERO, sono riuscite a digitalizzare il videocontrollo di vaste aree con annessi servizi di intervento.
E tutto questo si inquadra nel decoro, nella pulizia , nel vivere in un Paese che profuma. Invece noi abbiamo FOGNE del CENTRO maleodoranti, strade sporche, vialetti periferici abbandonati e sporchi, via Edera con lo squallore dell’area EX COOP lasciata al nulla e pericolosamente scenario di possibile degrado.
La pulizia di un Paese, il profumo, il decoro sono uno status di vita e di relazioni. Ove ciò accade non attecchisce sporcizia, inciviltà, delinquenza. E’ tutto più facile e la gente vive volentieri e invita altra gente perché sa che il suo luogo è bello.
Non possiamo lasciare che il nostro Paese sia solo un ricovero che vede spegnersi ogni forma di vita alle ore 19. Nè possiamo accettare che la gente si senta isolata, indifesa e priva di interessi da svolgere.
Insisteremo con forza e agiremo con costanza affinchè Budrio possa diventare un territorio di interesse e fascino per cui venirci a vivere, ed essere un luogo di lavori eccellenti e di musica, arte e cultura senza inchini alla politica dei trichechi curvi e indifferenti al futuro.





