Il bene più prezioso che abbiamo è l’ACQUA e il pianeta terra ha già una proiezione che determina quanti anni ancora questo bene potrà essere fruito, se dovessimo mantenere lo stato attuale di utilizzo e di “sprechi” che stiamo attuando nel quotidiano vivere, produrre, progredire. L’arco temporale non voglio esprimerlo perché probabilmente allarmerebbe tanta gente, e non è il caso. Ma di certo sappiamo che sarà un tempo limitato, per cui occorre che l’ambiente e le politiche ambientali siano in grado di dare soluzioni e risposte con una certa sollecitudine. Le politiche ambientali non possono essere su scala limitata, ma sia chiaro che attivare educazione e azioni anche in ambito territorialmente limitato, aiuta il nostro sistema e sopratutto genera senso civico che oggi latita. Non si comprende come mai i programmi di formazione scolastica ed educativa non presentino la materia “ambientale” fra le materie “base” di qualsiasi corso di studio. E non si comprende come mai le politiche ambientali non rientrino nei piani di sviluppo del territorio al fine di salvaguardare le risorse. Si badi bene, non parlo qui di “difesa del verde”, di per sé una risorsa che fa parte dell’ambiente, ma di attenzione alle politiche di gestione e risparmio delle risorse. Un caso emblematico è la gestione dell’acqua. Il bene principale e fondamentale , originario e insostituibile , della vita. Ebbene l’acqua viene considerata una risorsa alla pari di qualsiasi altro bene economicamente rilevante, ma ciò porta ad una gestione non attenta dell’acqua e alla sua , a volte inconsapevole, dissipazione senza rimedio. Si pensi al caso noto a tutti della perdita delle acque potabili nelle tubazioni obsolete ( il 55% circa viene disperso). Per non parlare di una mancata politica delle acque che generi strategia di lungo periodo. Caso emblematico è il programma delle acque grigie attuato dalla Città di LAS VEGAS che prevede la raccolta di tutte le acque di quella natura, il loro processo depurativo e la reimmissione in circolo, non ancora nel ciclo “potabile” , ma in quello di servizio (irrigazione, lavaggi industriali, lavaggi auto etc..). Avere una gestione attenta al riuso e attuare politiche ambientali tese a difendere i beni primari dovrebbe essere fondamentale per qualsiasi società civile e addirittura occorrerebbe introdurre in Costituzione di ogni stato il bene originario ” ACQUA”. Non si pensi a un problema secondario e non si scenda nell’agone ideologico e politico, perchè l’acqua attiene alla vita di tutti. Si pensi a cosa accade nei paesi africani , dove l’acqua manca in molte parti del territorio, o ai paesi del Far East, dove una politica industriale arrembante ha consumato acque e le ha rese veleni che scorrono sotto e affianco alle città. Non bisogna scendere però in una visione distorta che porti a regolamenti e leggi di proibizione, occorre solo attuare una strategia di riconoscimento del VALORE ORIGINARIO DELLA VITA e su questo costruire uno sviluppo e un uso sostenibile, consapevole che l’ACQUA non è uno strumento ma è materia originaria da salvaguardare, utilizzare, riutilizzare e non avvelenare né disperdere.




