Il Consiglio Comunale si è svolto ieri alle 20,30 e la voce di agenda più importante era quella relativa al rendiconto economico del Comune e alla relativa approvazione. Ma non vogliamo esporre qui complicate situazioni tecnico/contabili/pubbliche, solo cercare di dare una interpretazione comprensibile di una fotografia relativa al rapporto fra COMUNE e Società patrimoniale ST.E.P. e le ricadute sulle teste dei Cittadini che in questa situazione si trovano ad avere sul groppone il rischio di un debito per il prossimo ventennio.I discorsi che si intrecciano nella discussione evidenziano alcuni elementi molto importanti. L’elemento degno di nota è il fatto che il Comune di Budrio metta ad attivo i crediti che derivano da posizioni davvero molto obsolete e di difficilissimo, se non impossibile incasso. Oltre 14 milioni di Euro di “residui attivi” (crediti vantati) che sono connotati da oltre 6 milioni e 500 mila euro di crediti antecedenti al 2008. In questa situazione che viene molto bene evidenziata da Gherardi (M5S), Carlotti (M5S) , Mazzanti (Noi per Budrio) e Carisi (Noi per Budrio) risulta chiaro che il Comune stia rappresentando una situazione del tutto anomala, perchè iscrive a bilancio in parte attiva CREDITI INESIGIBILI (non certificabili) e lamenta un passivo che oggi porta il Comune ad accendere un mutuo ultraventennale per oltre 20 MILIONi di EURO, essenzialmente per pagare i debiti, di cui parte importantissima sono proprio i debiti verso STEP.
Altro nodo fondamentale è che la pressione tributaria dal 2012 è andata crescendo in modo esponenziale e dall’anno scorso oltre 400 MILA euro in più hanno pesato sulle spalle dei Cittadini.
Il Consigliere Orlandini in modo molto semplice dichiara che Budrio ha “UNA AMMINISTRAZIONE CHE NON NASCONDE LE ROBE SPORCHE SOTTO AL TAPPETO”, infatti le robe sporche sono BENE IN VISTA ed EVIDENTI ai più tranne che agli amministratori del Comune medesimo.
Giacon pone molto l’accento sulla mancata indicazione delle fatture ancora da emettere verso STEP, che non si comprende dove siano indicate.
Pierini in conclusione si lamenta molto delle critiche ricevute verso il lavoro svolto da esperti, tecnici, professionisti, revisori, che hanno compiuto un lavoro molto attento e dettagliato e che quindi la critica sia quindi molto strumentale e poco attenta al lavoro svolto.
Orlandini offre una nota “curiosa” di riflessione sui CREDITI del Comune , riferendosi a quelli che altri giudicano “INESIGIBILI” , ed esprime che il Comune debba proseguire nella attività di recupero fino al giudicato e alla impossibilità oggettiva certificata di recupero, “perché non si può fare altrimenti”. Dimentica forse che in una qualsiasi azienda la consistenza dei crediti e la loro esigibilità è materia molto importante all’interno dell’amministrazione dell’azienda e spesso , quando vi sia una obsolescenza importante, solitamente i collegi sindacali demandano a organi terzi “perizie di valutazione” sulla consistenza ed effettiva esigibilità, al fine di decidere, in caso di “inesigibilità oggettiva” di cedere il credito pro soluto e liberarsi quanto meno degli oneri di gestione per un oggettivo ed inefficace recupero.
In poche parole questa amministrazione insiste nel procrastinare una situazione di difficile inquadramento al fine di difesa degli interessi dei Cittadini, indebitando i medesimi fino al 2030 con un mutuo che peserà sulla testa dei Cittadini medesimi loro malgrado.
Sicuramente un momento difficile per il Comune di Budrio da sempre amministrato dal Centro Sinistra e , segnatamente, negli ultimi 10 anni dalla medesima compagine economico-finanziaria.
Il Gruppo Noi Per Budrio anche questa volta esprime di lasciare l’aula e NON PARTECIPARE AL VOTO.
Questa scelta, se dal punto di vista dell’impatto scenografico è forte, forse meno per parte di legittimità politica che forse avrebbe avuto maggiore rilevanza agli atti con espressione di VOTO CONTRARIO.
Il Consiglio Comunale , assenti M5S e Noi per Budrio, approvano il consuntivo.
Si presume comunque che la battaglia andrà avanti comunque e che ci saranno strascichi non oggi preventivabili.



