Claudio Chiavettieri può essere tutto e niente ma di certo è un uomo che non riesce ad avere il minimo conforto da un Paese dove ha stabilito la sua residenza. E’ da tempo che Claudio infelicita la vita del Sindaco Pierini permanendo “da barbone” in Piazza Filopanti e addormentandosi sulla panchina affianco alla statua di Quirico di Budrio. Proprio in Piazza, di fronte alla Casa Comunale, sia in segno di protesta che per sollecitare l’Amministrazione a un intervento, e dare un messaggio al Paese.Claudio non può dirsi che sia uno stinco di Santo, ma lui stesso non ne fa mistero e racconta con molta dovizia di particolari la sua vita ricca di episodi che non ci sentiamo di volere replicare in questo articolo, anche perché saremmo costretti a una serie di verifiche e accertamenti che non agevolerebbero lo scopo divulgativo di questa storia riferita alla vita di questo uomo a Budrio. Certamente Claudio ha avuto guai con la giustizia e di questo, lo ripetiamo, non fa mistero. Ma come in tutte le cose della vita sarebbe bello potere pensare a una situazione in cui il passato non debba inficiare il presente e il futuro, perché, per quanto noi vediamo, Claudio è libero e pertanto ha diritto di vivere la sua esistenza nella disponibilità che gli è concessa. Abbiamo anche appurato che Claudio ha avuto e ha molti problemi di salute. Un uomo che ha passato diverse peripezie, infarti, interventi al cuore e allergie varie che lo rendono particolarmente fragile, pur in un aspetto da OMONE fiero e deciso.
Parla in buon italiano e usa linguaggio appropriato e si capisce che la sua vita non è stata quella del “clochard” come scelta, ma purtroppo lo è diventata.
Claudio non beve, anzi è attentissimo a sottolineare il fatto che rifugge l’alcol e non vuole avere nulla a che fare con quella sostanza.
Ma allora come mai Claudio è su una panchina a Budrio, al freddo, sotto la pioggia , senza una dimora e alcun sostegno?
Se lo chiede anche lui ed è molto deciso nel dare responsabilità di questo essere in strada al Sindaco e ai servizi sociali del Paese, che, a suo dire, gli avrebbero proposto e messo a disposizione soluzioni per lui impraticabili “mi hanno proposto il Dormitorio, la CASA GIALLA, ma lì dentro c’è la feccia umana e io non ho intenzione di essere una presenza all’interno di un luogo di emarginazione”.
Ma allora , Claudio, se il dormitorio non va bene, quale sarebbe la Sua idea di buona soluzione?
“Una casa, come peraltro mi avevano prospettato, dicendomi addirittura di cercarla e mi avrebbero pagato in parte il canone di locazione, ma finora non ho visto nulla. Solo chiacchiere !”
“qualcuno addirittura mi ha invitato a cercarmi una panchina a Bologna….” e qui Claudio si lascia andare a una serie di invettive facendo nomi e cognomi di gente in Comune che avrebbe fatto tutto meno che aiutarlo.
Evitiamo di riportare le frasi e gli aggettivi , nonché di esporre identità e nomi, ma siamo sconcertati dall’avere interpellato il Sindaco Giulio Pierini, per ricevere informazioni, dettagli e la sua versione dei fatti, ricevendo laconici comunicati di segreteria e il rifiuto tacito a qualsiasi intervista e/o risposta a domande precise.
Claudio vuole solo trovare il modo di reinserirsi, non vuole elemosine, non vuole elargizioni a fondo perduto, chiede di avere un sostegno per riprendere a lavorare.
“Potrebbero tranquillamente offrirmi un posto dove vivere in autonomia dicendomi che questa concessione ha un tempo determinato che sia utile a farmi riprendere una attività lavorativa”.
Anche noi facciamo molta fatica a comprendere il motivo di una mancanza di volontà a dare a Claudio un giusto riparo e una chance di riprendere un posto nella Società.
Lui , Claudio, non si scaglia contro gli extra-comunitari, non ne biasima, come sarebbe logico sentire da uno che viva in quello stato, la capacità di ottenere sussidi e case a canoni ridotti, quando non azzerati , vorrebbe solo avere pari trattamento e attenzione.
Ci sembra davvero inconsueto che Claudio non riesca a trovare una possibilità di occupazione e un minimo sostegno abitativo consono alla sua età e anche alla sua situazione fisica.
Budrio è un Paese ospitale e infatti la gente si da un gran daffare per dare aiuto a Claudio.
Noi stessi di Budriopress avevamo pensato di indire una raccolta fondi finalizzata a dare aiuto concreto a Claudio, ma lui ha immediatamente glissato “NON VOGLIO DENARO, anche se dio sa quanto ne avrei bisogno. Voglio avere una soluzione dignitosa, rispettosa e adeguata per la mia situazione di molto precaria salute.
Purtroppo il Sindaco, che crediamo abbia a cuore la soluzione di Claudio, quanto tutto il Paese , si mostra riluttante a collaborare alla soluzione vera del problema e molto incomprensibilmente NON RISPONDE e sfugge , dando l’ impressione di essere davvero in grosso imbarazzo a gestire la storia di un italiano che ha solo voglia di REINSERIRSI nella VITA DI TUTTI I GIORNI, e rendersi autonomo e dignitosamente VIVO e parte della COMUNITA’.
Probabilmente Claudio Chiavettieri, non è simbolo di buon marketing politico. ma sicuramente fa male vedere che un uomo oggi viva abbandonato in strada, un italiano dei tanti.



