Parte l’iniziativa “CREDOSPORT BUDRIO” , un Fondo di raccolta indipendente , partecipato da Aziende, Imprese, Professionisti Cittadini del territorio, nonché Istituzioni ed Enti, che abbia lo scopo di raccogliere liberalità e donazioni con il fine di sostenere i giovani che dovessero intraprendere un percorso professionale importante nelle varie discipline e attività sportive. Oggi le richieste sono tante e spesso i vari Soggetti fanno grande fatica ad accontentare tutte le richieste e spesso si fanno scelte, magari lasciando a bocca asciutta tanti che meriterebbero. Con questa iniziativa sarebbe una “governance” di eccellenza e autonoma a gestire tutte le disponibilità che verserebbero Aziende, Imprese, Enti pubblici e non, Professionisti, Privati. Queste dotazioni verrebbero poi utilizzate all’interno di un protocollo di oggettività di merito, per sostenere i giovani che forse un giorno daranno lustro al nostro territorio e a tutto il nostro Paese, come già è avvenuto spesso.
L’iniziativa parte da un “caso” , quello di EMMA LUCIA BARATTINI , che raccontiamo in questa intervista, ma è una esigenza sentita da tutti gli operatori che la hanno invogliata e la sostengono. Naturalmente occorre concretezza e molto tempismo e la partecipazione di tanti che ne facciano un baluardo di buona gestione dello Sport e delle attività sportive che tanti Campioni e tanti Talenti dispongono in questo meraviglioso territorio di Budrio. La struttura di Fondazione sarebbe quella più corretta. Ne riparleremo a breve
Intervista a cura di
Gaetano Memmola
Silvia Martinci, il cuore pulsante di Studio del Movimento , dedicata a formare artisti della danza e sportivi appassionati. Lei insieme alla sua squadra composta da Emilia Martinci, Martina Stivani e Lucia Bonora, ci spiega con parole semplici questa importante iniziativa di Budrio, costruita sui giovani e sulla loro emozione per lo Sport e l’Arte del Movimento. Ci piace inquadrare Silvia come una mamma rigorosa, un po’ teutonica, ma molto vicina e appassionata, per il lavoro encomiabile che svolge, unitamente alla sua squadra, ai “ragazzi della danza”.
Come ti chiami e cosa fai?
Silvia Martinci. Io dirigo la scuola di danza e principalmente insegno danza. Tengo a precisare che io svolgo questo lavoro all’interno di un team di persone e professionisti , ognuno con la sua specifica competenza.Con me collaborano mia sorella Emilia Martinci e Martina Stivani, oltre a Lucia Bonora che sono i punti di riferimento di questa scuola. Io mi occupo più di “Danza Classica” e le altre anche di Danza Classica ma con una declinazione più sul “moderno”e la “propedeutica”.
La Vostra è una attività “ludica” che poi però si evolve e capita che vi imbattiate in qualche “TALENTO”, che succede in questi casi?
Il nostro obiettivo primario è la diffusione della “danza” e quindi divulgare il più possibile questa passione per la danza presso i giovani, affinché si incuriosiscano e poi magari si iscrivano, frequentino e si appassionino di questo fantastica attività sportiva.
In questo lavoro di incamminamento verso la pratica della “danza” ci si imbatte in “talenti” e questo accade più frequentemente di quanto si possa credere. Quando ciò accade, e io ribadisco fortunatamente di essermi imbattuta non raramente in talenti naturali, occorre intraprendere un percorso diverso dalla normale programmazione di lavoro, e dedicarsi a costruire un rapporto condiviso con la persona e la sua famiglia. e costruito in modo specifico su quella situazione e quella specifica persona. Occorre predisporre un lavoro di preparazione atletica e psicologica molto serio e dedicarsi con molto rigore al lavoro di “plasmatura” della personalità artistica indispensabile per affrontare le sfide agonistiche della vita.
Per fare questo è importante comprendere se il ragazzo “talentuoso” voglia davvero prendere impegni in tale senso, in modo consapevole e condiviso con la famiglia, che lo deve supportare in questa scelta e compatibilmente con gli impegni di studio e sociali che comunque devono essere mantenuti.
Quindi siete molto rigorosi?
Certamente, anche perché il nostro primo obiettivo è “educativo”. Non può esserci un percorso qualificato nella “danza” che prescinda dall’aspetto educativo dell’allievo. L’educazione è per noi un elemento imprescindibile di questa disciplina. Io e noi siamo assolutamente convinti della capacità “educativa” della “danza”. Noi notiamo che chi pratica “danza” è sicuramente una persona “migliore” (in senso naturalmente caratteriale e di comportamento).
Ma quanti”resistono” a questa importante scuola di sport e di vita?
Tanti e senza dubbio posso affermare che noi abbiamo davvero pochi “abbandoni”. Certamente esistono dei periodi “critici” e delle età “critiche”. Ma la costanza di impegno e anche il dialogo familiare portano spesso a superarli. In questo gioca un ruolo molto importante la determinazione delle Famiglie che sicuramente “sopportano” un carico di impegno suppletivo, ma, per quello che vediamo, lo fanno davvero con serenità e altrettanta convinzione e decisione a portare avanti il lavoro.
Negli sport cui indirizzare i giovani spesso si nota una forte componente agonistica unita a una insalubre pretesa “prestazionale” , anche da parte di allenatori e genitori, che crea qualche perplessità, cosa accade nella “danza”?
Nella danza questo non può accadere perché c’è una componente artistica molto forte.Come disse una mia insegnante inglese, una fra le tante che ho avuto il piacere di incontrare, “nella danza c’è posto per tutti” e questo riassume davvero in modo semplice il concetto di “pratica della danza”, che diventa espressione artistica del corpo dotata di atleticità e movimento.Di questa frase noi abbiamo fatto il nostro motto. La Danza ha tante sfaccettature e declinazioni ed è sicuramente una forma di arte, tant’è che offre molteplici sbocchi professionali, semmai qualcuno poi volesse fare il professionista in questo settore. Il lavoro comunque è prevalentemente individuale, sebbene vi sia un lavoro in gruppo molto forte. Occorre tenere a mente che la preparazione è sempre rivolta prevalentemente al Soggetto, alla persona, all’atleta.
Nella danza l’agonismo è praticamente minimo, perché non bisogna vincere campionati, non bisogna competere in modo sistematico. E’ chiaro che vi è una competizione fra le ragazze , ma è solo una componente normale del percorso formativo. La componente artistica aiuta molto in questo senso. Se posso dire con sincerità, a volte ci contestano di essere molto rigorosi nella disciplina, che, lo ribadisco, è elemento essenziale della danza, ma questo non ci spaventa perché la disciplina, intesa come comportamento rispettoso ed educato, è un fattore di positività a mio parere , e non di disturbo.
Ma, ritorniamo a dire, cosa accade quando ci si imbatte in un talento? E quali sono i percorsi e le difficoltà?
L’insegnante in questo caso, cioè io, ha una responsabilità enorme perché deve rapportarsi con le famiglie e instaurare con loro un percorso condiviso di scelte, anche importanti sia socialmente che economicamente. La danza è uno attività sportiva mondiale che ha una riconoscibilità senza limiti per alcuno, e quindi i percorsi da seguire spesso sono di impegno all’estero, con tutto quello che ciò comporta.La stragrande maggioranza del ballerini lavora fuori dall’Italia. Quindi il mio compito è ricercare strutture, scuole, soluzioni, che siano in grado di offrire il giusto supporto a questi talenti e siano anche in grado di dargli alcune “certezze” dal punto di vista della concreta azione sul campo.
Ma allora veniamo al casa di questa splendida ragazza ricca di talento, Emma Lucia Barattini, cosa si farà e come intendete muovervi?
Il mio compito è dare ad Emma Lucia ogni supporto utile e necessario per ottenere opzioni praticabili adeguate a livelli che consentano di giungere ad eccellenza oggettiva delle strutture che possano accoglierla. Il suo curriculum deve potere aspirare alle migliori soluzioni possibili e solitamente nella scelta delle strutture di accoglienza noi partiamo sempre dall’alto, dalle eccellenze assolute , per poi arrivare a trovare la corretta collocazione , corretta sopratutto per Emma Lucia. Noi abbiamo fatto la audizione al Conservatorio di Parigi e non siamo entrati, e abbiamo fatto la audizione alla Summer School Bolshoi e siamo entrati. Certamente i genitori , appresa la notizia che forse la figlia sarebbe dovuta andare a Mosca di lì a poco, non certo hanno fatto salti di gioia, consapevoli però che quella scuola è una delle migliori al mondo.Quindi abbiamo fatto l’audizione al Conservatorio di Lisbona e l’hanno presa, adesso faremo l’audizione al Conservatorio di Lione e speriamo che la cose vadano nel verso giusto perché forse questa soluzione francese sarebbe quella più praticabile per una serie di motivi anche familiari.
La differenza fra Mosca e Lisbona è , oltre una qualità della istituzione internazionale,sebbene Lisbona sia pure eccellente, anche il fatto che a Lisbona occorre imparare il portoghese.
Non bisogna dimenticare poi che Emma Lucia deve portare a termine gli studi e anche in questo caso si aprono diverse soluzioni, fra cui, non ultima, quella che lei affronti poi il percorso scolastico da “privatista”, mentre lei studia presso il Conservatorio. Certamente la Francia sarebbe più “facile” come soluzione perché la Famiglia sarebbe più vicina e anche la lingua consentirebbe di affrontare con maggiore semplicità gli studi.
Ma la Famiglia che ruolo ha in questi casi?
Beh, fondamentale è dire poco. In questo casa la Famiglia di Emma Lucia sostiene la figlia, ma posso assicurare che non sempre accade la stessa cosa. Certamente i problemi da affrontare sono tanti e molto complessi e variegati.
Il peso economico è davvero gravoso e in Italia non esiste un percorso di sostegno di alcun tipo, come invece accade all’estero dove esistono situazioni all’interno delle quali intere istituzioni sono “sponsorizzate” e sostenute economicamente da iniziativa privata.
Mentre parliamo la Maestra Silvia Martinci viene chiamata agli allenamenti e , dopo una occhiata di intesa, ci lascia per andare al suo lavoro di passione.
Ma l’occasione era ghiotta per parlare alcuni secondi anche con EMMA LUCIA BARATTINI, che diligentemente e pazientemente ha seguito l’intervista con noi al tavolo, sempre sorridente e attenta.
Emma Lucia, cosa ti ha appassionato di questa disciplina, e di questa scuola in particolare?
Il tutto è accaduto con naturalezza. Ho voluto iscrivermi a questa scuola e ho iniziato il mio percorso. C’è stato un momento in cui ho avuto una crisi di partecipazione ma la costanza e l’intervento deciso di mia Mamma hanno contato molto nella mia determinazione a continuare il percorso.
Questa scuola mi ha appassionato molto e sopratutto è stato determinante il buon rapporto con i Maestri e con l’ambiente di questa scuola, per me coinvolgente e unico.
Emma Lucia, ci sapresti dire dove vuoi arrivare? Quale è il tuo sogno?
Il mio sogno sarebbe entrare nel corpo della Compagnia dell’Opera di Parigi.
Quindi un obiettivo di ingresso in un gruppo ?
Sì il più bel gruppo del Mondo !!!
E una domanda d’obbligo ai genitori, Martina e Simone… cosa avete da dire relativamente a quanto accade a Vostra Figlia?
Martina lo dice con semplicità ” nostra figlia sta facendo ciò che le piace noi faremo di tutto per assecondarla e aiutarla”. Simone aggiunge ” certo le preoccupazioni sono tante e la nostra Famiglia numerosa deve fare davvero i conti con tante difficoltà, ma questa iniziativa del FONDO PER LE ATTIVITA’ SPORTIVE la ritengo davvero una ottima iniziativa che sarebbe un peccato non avesse le adesioni più ampie possibili. Budrio è un territorio che ha mostrato grande propensione a dare alla luce “CAMPIONI” e questo avviene solo dove una comunità da sostegno e crede nei nostri giovani. Noi parteciperemo.Speriamo e ci auguriamo che il tutto avvenga però con la massima rapidità possibile .
Nostra figlia ci sta dando grandi emozioni ma ciò che più ci piace è che Lei faccia ciò che le piace davvero e lo faccia con passione.
Termina qui questa intervista a tanti bravi interpreti del nostro territorio di Budrio che in questo sa esprimere il meglio che si possa pensare di ottenere per una iniezione di ottimismo verso una comunità che costruisce qualcosa per il futuro.
- Silvia Martinci
- Emilia Martinci
- Emma Lucia in azione
- Emma Lucia Barattini
- Movimento e Sport – luoghi –
- Martina e Simone Barattini
- Emma Lucia













Complimenti Emma …te li meriti tutti…
ERRATA CORRIGE e PRECISAZIONE : teniamo a precisare che la DANZA , che viene indicata nell’articolo anche come disciplina sportiva , è da inquadrare invece come “DISCIPLINA ARTISTICA”. Questa precisazione ci viene richiesta dalla Maestra Silvia Martinci con cui ci scusiamo per la involontaria imprecisione.