Agghiacciante storia di incesto a Bologna. Dove un 34enne di origine serba è finito in manette con l’infamante accusa di aver abusato sessualmente della sorella per quasi due anni, costringendola anche a prostituirsi. Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, l’arrestato aveva nei confronti della donna, di poco più grande di lui, un rapporto più che morboso: fra le altre cose, la costringeva addirittura a tenere come sfondo del telefonino una foto di loro due abbracciati. La vittima era arrivata in Italia quando ancora era minorenne. Abbandonata dai genitori all’età di due mesi, ha vissuto in un orfanotrofio per poi finire a soli 14 anni sul marciapiede, prima a Belgrado e poi a Bologna. Dopo essersi sposata con un bolognese, conosciuto come cliente, è stata lei a mettersi sulle tracce della famiglia d’origine in Serbia e a trovare, quattro anni fa, il fratello minore. Lo ha portato a Bologna, a vivere con lei e il marito, per cercare di aiutarlo a crearsi una vita in Italia. Lo stesso fratello, a partire dall’inizio del 2012, l’avrebbe più volte costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, trattandola come un fidanzato geloso anziché come un parente, e incurante del fatto che lei fosse sposata. Dopo una prima denuncia alle forze dell’ordine, nel maggio 2012, che aveva lasciato a piede libero il 34enne, la donna aveva perso ogni fiducia nella giustizia. Ma a metà agosto, dopo che lui le ha sottratto il passaporto, si è nuovamente decisa a raccontare la propria storia ai poliziotti. La squadra Mobile, con un’indagine molto rapida, ha ricostruito l’intera vicenda, trovando molti riscontri alle parole della donna. Conferme sono arrivate anche dal marito, un 56enne con seri problemi di salute, che per mesi ha ospitato il 34enne nella casa della coppia, sull’Appennino bolognese. Di fronte agli agenti che lo hanno arrestato, l’uomo avrebbe ammesso i rapporti sessuali: non riusciva a vederla come sorella, si sarebbe giustificato, visto che l’aveva conosciuta già da adulto. Respinta al mittente, invece, l’accusa di averla costretta a prostituirsi. Di fronte ai giudici, il 34enne dovrà ora rispondere di violenza sessuale, maltrattamenti, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.



