Anna Maria Cancellieri si è presentata ieri davanti a Camera a Senato per la fiducia sul caso Ligresti. Prima davanti al Senato il Guardasigilli ha dichiarato di non aver mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti e di non aver mai indotto altri ad agire in tal senso. “La scarcerazione di Giulia Ligresti non è avvenuta a seguito o per effetto di una mia ingerenza, ma per indipendente decisione della magistratura torinese”, ha spiegato il Guardasigilli. “E’ vero, non tutti i detenuti hanno possibilità di avere diretto contatto” con il ministro della giustizia e “nessuno più di me avverte questa disparità di condizioni”, ha aggiunto durante la sua audizione al Senato riferendosi ai suoi contatti con i familiari di Giulia Ligresti. “E’ difficile essere vicina a tutti”, ha aggiunto Cancellieri. se, dunque, “capisco che è venuta meno o si è incrinata la stima istituzionale su cui deve fondarsi il mandato ministeriale”, allora “non voglio essere d’intralcio e pertanto non esiterò a fare un passo indietro”. Ma è una prova che viene superata senza troppi problemi quella che porta il Guardasigilli prima al Senato e poi alla Camera, accompagnata da Enrico Letta, come dimostrazione del sostegno assicurato da palazzo Chigi. Angelino Alfano ha parlato di “una persona perbene, un funzionario dello Stato di altissimo pregio, con una carriera brillante, che non può essere oscurata da un gesto che riteniamo compatibilissimo con i suoi doversi di ufficio”. Dunque, massimo sostegno dal Pdl. Fiducia anche dal Pd con Guglielmo Epifani che la conferma “per il semplice fatto che da parte sua non ci sono stati interessamenti fuori dalle sue responsabilita’”. Porte chiuse da Lega, M5s e Sel che, con Peppe De Cristofaro, chiede che “tutti vengano trattati come è stata trattata Giulia Ligresti” ma “per farlo bisogna procedere alla luce del sole” e non con “l’inopportuna telefonata di solidarietà”.



