Brutte notizie per gli italiani , ieri all’incontro tra il premier Enrico Letta, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il commissario europeo Olli Rhen, vicepresidente della Commissione e commissario agli Affari economici e monetari, si è affrontato l’argomento iva, ebbene il suo aumento dal 21% al 22% a partire dal primo di ottobre sarebbe più vicino. Le teorie economiche europee, rimarcate ieri dal commissario, invitano gli Stati membri a spostare la tassazione dal lavoro e dalla produzione al patrimonio e ai consumi per rilanciare la crescita. Dalle persone alle cose insomma. E già forte è stata ieri la critica di Rehn al decreto per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa perché va nella direzione opposta alle raccomandazioni europee. Rehn sprona l’Italia a procedere sulle riforme e il risanamento usando come metafora il Cavallino rampante: “L’Italia è come la Ferrari per stile e capacità ma ora le occorre un motore più competitivo, inutile perdere tempo ai pit stop”. Anche Luca di Montezemolo, tirato indirettamente in ballo grazie al paragone con la Ferrari, risponde al commissario europeo riconoscendo che “L’Italia, come la Ferrari, è un Paese forte e competitivo” ma subito dopo aggiunge: “Visto che è l’Europa a dettare le regole non deve coltivare il mito del rigore quando è fine a se stesso, perché di troppo rigore si muore come hanno ben capito tra gli altri Giappone e Stati Uniti”.
Le reazioni del Pdl con il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri non si sono fatte attendere – “E’ la gente come lui che ha distrutto l’Europa, burocrati ottusi che uccidono i popoli a causa di politiche economiche fallimentari, è una persona sgradita, prenda l’aereo e torni a casa”. Il Movimento 5 Stelle, con Paola Carinelli, si è limitato a sottolineare”L’ingerenza di Rhen che viene a parlarci di stabilità in un momento così delicato per il Paese”.
Al ministero dell’Economia non solo si sono arresi all’idea di far scattare l’aumento dell’Iva da ottobre, ma c’è l’ipotesi di portare l’aliquota massima dal 21% al 23% per reperire le risorse necessarie per garantire entro la fine dell’anno una riduzione del cuneo fiscale e cercare di centrare l’obiettivo di deficit/Pil sotto il 3%. L’effetto sarebbe di ingrossare le tredicesime degli italiani di quest’anno.Del resto, afferma il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, “So bene che non si può bloccare l’aumento dell’Iva all’infinito perché è già previsto, ci sono soldi già spesi!!!”.




