San Pietro in Casale non farà il polo agroalimentare e non avrà il suo Centro Commerciale, ma potrà contare sull’insediamento della Pizzoli , che da tempo ha deciso di creare lì il suo nuovo stabilimento produttivo , in barba ad ogni comunicato dei pubblici amministratori di Budrio che avevano sempre rassicurato, fino a pochi giorni fa, i cittadini, che ciò non sarebbe accaduto.
Certamente nessuno può “costringere” alcun altro a rimanere su un territorio.
Il Comune aveva, a suo modo, fatto il possibile per offrire a Pizzoli di sviluppare il suo progetto nell’area di Cento dove, in partnership con Maccaferri, doveva sorgere il polo agroalimentare budriese e centro commerciale cittadino, al momento bloccato più da crisi di mercato che non da volontà politiche in tal senso.
Si era addirittura costituita una Società per lo sviluppo dell’area, con partecipazione diretta della Pizzoli.
Ma fu chiaro fin da subito che anche quel progetto di edificazione era fortemente a rischio nella sua realizzazione per il fatto che la crisi di mercato non incentivava gli investimenti e difficilmente si sarebbe potuta realizzare quell’opera di urbanizzazione commerciale e nel terziario, rivolta a sviluppare il territorio e offrire una nuova “location” industriale a Pizzoli.
Le motivazioni che hanno indotto poi Pizzoli, certamente già diverso tempo fa, a scegliere San Pietro in Casale, nell’area dismessa del vecchio zuccherificio, a installare il nuovo stabilimento industriale ce le dirà la Pizzoli medesima quando avrà voglia di comunicare dati e cifre anche alla stampa locale e territoriale, oltreché alla stampa più “blasonata” nazionale.
Nel frattempo Giovedì prossimo il Sindaco di Budrio, Giulio Pierini, all’Auditorium dirà perché è avvenuto il CONTRARIO di quanto affermava appena un mese fa circa, quando rassicurava tutti che Pizzoli non sarebbe andata fuori dal territorio di elezione budriese.
L’ascolto sarà interessante ma ancora più lo è il fatto che le parole rinfrancheranno le coscienze del Sindaco e degli amministratori PD e Affini, ma i fatti fannoe hanno già fatto molto male alla economia locale e ai budriesi.
Ma i Budriesi sono ampiamente rodati e abituati a vedere aziende che “migrano” e ricordano la Bitelli e la Eminflex , per dirne 2 di recenti.
Ci si domanderà cosa accade e perché Budrio è così refrattaria ad accogliere aziende e/o a mantenere quelle che ha già ?
La risposta non può che essere UNA : INCAPACITA’ GESTIONALE .
Un territorio che non è in grado di creare condizioni utili a mantenere poli produttivi importanti sul proprio territorio, ha solo una risposta da darsi : i suoi amministratori HANNO FALLITO !!!
Poi la menino pure con le scuse e le spiegazioni o gli scarica barile, ma a noi hanno insegnato che se una Azienda fallisce non ha ragione chi ha amministrato, ma egli è il responsabile del fallimento, che voglia o non voglia.
La meni e la canti pure il Sindaco Pierini, ma intanto il territorio vede migrare un polo industriale importante verso altri lidi.
Sarà “colpa” della Pizzoli?
Sarà “colpa”delle opposizioni?
Sarà “colpa” dei giornalisti ?
O sarà solo il risultato di incapacità di gestione di una classe politica di sfasciacarrozze partitici pieni di boria e assolutamente incompetenti , ma fortunati impiegati e funzionari di partito, che ha dominato la scena dell’Emilia Romagna e di alcune parti del Paese , producendo, in alcuni casi e contesti, come quello di Budrio, solo abbandoni e migrazioni di imprese e nessuna attrazione di nuove imprese ?!
Si valutino i risultati e il merito, per piacere, e si smetta di fare analisi di ideologie , peraltro confuse e arraffazzonate. Il Paese di Budrio è un luogo che vede solo tristezza di impresa e nessuna vocazione alla modernità e alla attrazione.
Addirittura L’INAIL, una eccellenza internazionale riconosciuta dal mondo intero, relegata e confinata in strade di mulattiera e in una politica di NESSUNA ESPANSIONE. Intorno all’Inail, amministratori avveduti e preparati avrebbero creato un polo industriale di eccellenza e le condizioni per dare vita alla Silicon Valley della protesica e della riabilitazione,; avrebbero costruito scuole e formazione, avrebbero creato una cittadella universitaria e della ricerca, avrebbero costruito una Piscina di ESEMPIO per il mondo intero, integrando programmi riabilitativi, impatto ambientale a zero bisogni, e benessere.
Ma di che parliamo???
Noi andremo a sentire le parole del Sindaco Pierini Giovedì sera all’Auditorium, ma sarà solo un atto di presenza perché il FATTO E’ GIA’ CONSUMATO, LO SCEMPIO E’ GIA’ AVVENUTO : PIZZOLI E’ FUORI DA BUDRIO.
Andremo ad ascoltare la favola dei Puffi e forse interverrà anche il Gargamella nazionale???
Pagano i Cittadini il fallimento di una classe politica di incompetenti.




Il sindaco fara’ (senza successo) la difesa d’ufficio del suo predecessore, che e’ poi il dominus di questa disfatta, assieme a quella che era la sua giunta e anche con “l’aiuto” di un consiglio comunale che non diede MAI (per quanto ricordo) un solo voto contrario a tutto il zigzagare di Castelli. Al massimo, qualche astensione. Le procedure per lo status di Apea erano praticamente concluse a fine 2009, tanto che poi a Maggio 2010 la Regione delibero’ anche il finanziamento di 1,1mln di euro. Peccato che qualcuno fece entrare in gioco interessi diversi, di altri soggeti e in pratica tutto l’iter andava rifatto da capo. Al di la’ della narrazione che dara’ il sindaco (ovviamente assolutoria) le responsabilita’ di chi lo ha proceduto non sono solo evidenti, ma anche DOCUMENTALI.