Ore 22 Antonia (nome fantasia) entra al pronto soccorso di Budrio con forte male coscia destra e addome. Precedentemente nausea e ancora dolori addominali. Attesa in sala di Pronto soccorso e visita dopo circa venti minuti, con controllo addome che risulta dolorante e abbastanza duro. Sembrano sintomi di una appendice infiammata. Si decide per un monitoraggio ematico, con prelievo del sangue. Il laboratorio non è aperto quindi occorre procedere secondo il programma : chiamare AUTO BLU che viene a prelevare il campione per portarlo a Bologna in laboratorio operativo. Arriva auto dopo 20 minuti dalla chiamata e siamo già alle 23,20 circa. L’auto prende provetta e parte destinazione laboratorio. Il risultato è verificabile “on line” e certifica un quadro medico di possibile intervento di appendicectomia . A questo punto, sono le 0,40 occorre l’esame radiografico, ma non esiste a Budrio reparto aperto in notturna, occorre provvedere tramite servizio di reperibilità. La attivazione di reperebilità avviene. Nel frattempo il paziente, MOLTO PAZIENTE; è dalle 22 che sta male, sente dolori forti all’addome, viene sedato ma anche la sedazione ha effetti blandi. Sono circa le 2 del mattino si può procedere con l’esame radiografico e viene certificata la situazione di appendicite in fase che richiede la asportazione. A quel punto trasferimento ad Ospedale di Bentivoglio per l’intervento.
Questo è un caso portato come esempio di ciò che può accadere nella normalità di una giornata qualsiasi. Quindi occorre prendere coscienza che l’Ospedale di Budrio con il suo pronto soccorso efficiente potrebbe essere solo un luogo di accoglienza senza alcuna possibilità di intervento, perché le attività di monitoraggio , analisi, radiografiche ,nonché di intervento chirurgico, sarebbero tutte dipendenti e demandate a situazioni esterne, peraltro costose (Auto blu che va avanti e indietro, radiologo che viene chiamato in caso di necessità, trasferimento in altre strutture operative). Viene da domandarsi se non sia il caso che il malato vada già direttamente in strutture attrezzate alla operatività completa ( Ospedale Maggiore Bologna?).
E viene da domandarsi anche quanto sia ancora sostenibile affermare che l’Ospedale di Budrio sia un polo di intervento per il territorio. La riduzione di posti letto e la riorganizzazione fortemente richiesta dalla Sanità centrale e prontamente applicata dalla Regione con assoluta disponibilità da parte delle istituzioni Comunali, è oramai un dato di fatto di cui occorre prendere atto. I Cittadini sono in attesa di vedere la apertura della tanto annunciata “casa della Salute” che non è altro che un poliambulatorio di medici di Famiglia.
E qui si apre un altro tema molto delicato, che vede la forte Lobbie sanitaria dei medici di base molto agguerrita. Sarebbe bene capire quanti e quali siano gli “appannaggi” mensili dei medici di base. A noi risulta che sfiorano i 10.000,00 Euro al mese per medici che hanno plafond pieno di pazienti e in presenza di molti pazienti anziani. Si tratta di cifre molto significative che pesano sia sul fronte della spesa che sulle spalle dei Cittadini spesso costretti a orari incredibili per farsi visitare dal medico di Famiglia che, guai al mondo, è decisamente restio a muoversi per andare a visitare il paziente a casa.
Sarebbe da chiedersi quante volte il singolo Cittadino veda il “medico di famiglia” se non per prescrizioni e per richieste di esami il più delle volte chiesti da altro medico specializzato (a pagamento).
Diverso il caso dei “Pediatri” dove effettivamente l’operatività del medico è molto più a contatto con i Pazienti, anche se pure in questo caso il Pediatra che effettui visite a casa del Paziente è un fatto rarissimo.
Riteniamo sia molto importante che il percorso della “spending review” non si fondi solo sui servizi da “togliere” ai Cittadini ma anche sulla rivisitazione complessiva del sistema medico e della spesa ad esso conseguente, frutto di scelte politiche del passato e di rendite di posizione davvero non più sostenibili.
Spesso situazioni che hanno solo sancito lo stretto legame fra il VOTO e la POSIZIONE, nella migliore rappresentazione di politica delle Lobbies.
Se non si comprende che occorre intervenire su un ampio spettro operativo , ogni sacrificio che si basi solo sulla incidenza a carico del Cittadino, sarà iniquo e comunque non sufficiente. Semplice addebitare ad altri il costo dei sacrifici, mantenendo rendite di posizione e di gerarchia pubblica politica decisamente fuori tempo e fuori da ogni logica di equità sociale.
Ritorneremo sull’argomento con inchieste e servizi approfonditi e dettagliati.



