Questa mattina Claudio Chiavettieri, il noto “clochard” che abita a Budrio da diverso tempo soggiornando su panchine e all’aperto, ha lanciato alcuni sampietrini contro le finestre/vetrate del Palazzo Comunale , in quel momento disabitato. Non ci sono stati danni a persone ma il gesto è senz’altro da ascriversi a una reazione violenta non accettabile, pur in presenza di una situazione di grande disagio dello stesso Claudio. Il tutto ha una storia che fonda le sue radici nel disagio sociale e nelle condizioni non facili in cui si venga a trovare una persona quando le strade della vita gli presentino il conto di scelte sbagliate.
Claudio Chiavettieri lo abbiamo intervistato recentemente e ha più volte affermato di essere una persona che aveva commesso azioni per le quali comunque aveva pagato il suo conto alla giustizia, tant’è che vive libero, anche se in strada.
Una cosa che ci aveva colpito di Claudio era la sua fermezza di carattere e il fatto che non fosse un alcolizzato, tutt’altro.
La sua situazione di italiano “border line” necessita di un sostegno non tanto perché vi debba essere un paragone fra Claudio ed altre situazioni nazionali e internazionali, di disagio, quanto perché Claudio è obiettivamente reduce da una storia di problemi di salute fisica molto pesanti, che non consentono di avere una collocazione in un contesto “normale” (dormitorio, case di accoglienza comuni etc..).
Peraltro Claudio, nel corso dell’intervista aveva fatto presente la sua voglia di riprendere a lavorare e di essere quindi sostenuto in questo percorso di riavvicinamento al mondo del lavoro e all’auto- sostentamento.
Lui chiedeva di potere avere in locazione una unità abitativa autonoma, magari anche per un tempo determinato, finchè non avesse ottenuto una posizione lavorativa autonoma e autosufficiente.
Il gesto di oggi è un atto di disperazione che non va subito “cassato” come la reazione di un demente.
Claudio non è un demente e ha una situazione di disagio che metterebbe a dura prova chiunque.
Non possiamo dare giudizi facili , pur condannando la violenza in ogni sua forma ed espressione.
Il Sindaco Giulio Pierini ha dichiarato di avere già proposto una moltitudine di soluzioni che però il Chiavettieri stesso non avrebbe mai accettato.
Non abbiamo potuto avere correntezza da parte del Sindaco sulle proposte fatte, ma Claudio afferma che esse erano solo quelle di una accoglienza in Dormitorio (La CASA GIALLA).
Ora Claudio è in consegna alle autorità per il gesto di questa mattina di violenza e disperazione . Qualche tempo fa ricordiamo che un cittadino extracomunitario fece un lancio personale dalla finestra del sindaco.
Crediamo che le situazioni di disagio non vadano estremizzate ma risolte, prima che degenerino.
L’attesa non è mai una buona consigliera su questi temi, come anche la facile derubricazione di casi a situazioni di ordinaria follia.
Claudio Chiavettieri ha sbagliato!
Ma sbaglia anche l’Amministrazione a non avere trovato una soluzione praticabile che evitasse le estremizzazioni e i gesti forti, comunque da condannare.
Non siamo contenti oggi di vedere un uomo in preda alla disperazione andare in gattabuia con le sue angosce e sofferenze e senza avere ricevuto quel sostegno e quella solidarietà umana utile a non arrivare a questo punto.
Non vorremmo che la “gattabuia” fosse il luogo dove Claudio alla fine trova un rifugio migliore delle situazioni proposte.
Solidarietà alle istituzioni contro la violenza da chiunque provenga. Sempre.



