
FORLÌ: DENUNCIATI GLI AMMINISTRATORI DI DUE COOPERATIVE PER AVER DEPISTATO E OSTACOLATO I CONTROLLI ED EVASO 13,5 MILIONI DI EURO
Sulla carta avevano stabilito la sede presso lo studio di un commercialista di Carapelle, nel foggiano, di fatto operavano a Forlì con sedi e unità locali mai dichiarate o dichiarate non operative. La Guardia di Finanza di Forlì ha concluso una complessa indagine nei confronti di due società cooperative operanti nel settore del trasporto merci su strada, contestando una evasione di circa 13,5 milioni di euro tra costi non riconosciuti, I.V.A. evasa e false compensazioni.
Il modus operandi aveva consentito negli anni alle due cooperative “fantasma” di operare nell’ombra in virtù dell’impossibilità di individuare il reale luogo di esercizio dell’attività. I militari della Guardia di Finanza, mediante l’incrocio degli elementi presenti alle banche dati e attraverso minuziosi riscontri tra clienti e fornitori sono riusciti a risalire alle autorimesse e agli uffici amministrativi delle due società presenti nelle zone industriali di Forlì e di Forlimpopoli. Al fine di evitare controlli automatici e per non destare sospetti, la prassi per le società consisteva nel presentare regolarmente dichiarazioni fiscali nei termini previsti, ma con importi pari a zero. Successivamente, quando erano ormai decorsi i termini per la presentazione, venivano trasmesse più dichiarazioni integrative con importi sempre differenti tra loro e riportanti crediti di imposta infondati. Il tutto nel tentativo di ostacolare l’attività dei finanzieri nella ricostruzione del reale reddito imponibile.
Imponente il giro d’affari che ruotava attorno alle due cooperative che potevano contare su oltre 70 mezzi tra motrici, rimorchi e muletti e una quarantina di dipendenti all’anno in media, per un volume d’affari in sei anni, dal 2007 al 2012, di oltre 14 milioni di euro. Gli automezzi viaggiavano giornalmente lungo tutto il territorio nazionale ed in alcuni casi anche in Europa.
Dalle prime fasi dell’attività gli amministratori delle società si sono mostrati scarsamente collaborativi. Questi, infatti, si rendevano spesso irreperibili, si rifiutavano di consegnare ai militari la documentazione richiesta o addirittura di firmare parte dei verbali redatti. L’atteggiamento ostruzionistico, oltre a non aver impedito le contestazioni fiscali, ha comportato agli amministratori una denuncia per “occultamento di documentazione contabile”, reato punito dall’articolo 10 del D. Lgs 74/2000 con la reclusione fino a 5 anni.
Ai quattro amministratori (due uomini e due donne) delle due società cooperative che si sono succeduti nel tempo:
- – A.D.P. di anni 36 di Carapelle (FG);
- – R.T. di anni 57 di Forlimpopoli (FC);
- – D.G. di anni 52 di Imola (BO);
- – M.M. di anni 48 di Imola (BO);
sono stati contestati a vario titolo i reati di emissione ed utilizzo di fatture false, dichiarazione infedele e indebite compensazioni, reati puniti dagli articoli 2, 4, 8 e 10 quater del D. Lgs 74/2000 con pene fino a sei anni di reclusione.
Nel dettaglio, le verifiche fiscali hanno consentito di contestare 10 milioni e 700 mila euro di costi non deducibili, 2 milioni e mezzo di I.V.A. non versata e 450 mila euro di indebite compensazioni.
L’indagine e le verifiche portate a termine rientrano nella più ampia attività della Guardia di Finanza di Forlì posta a contrasto della concorrenza sleale e a tutela della legalità per difendere le entrate dello Stato e le imprese oneste.



