Iniziano fra poche ore i Saldi ufficiali in Emilia Romagna. Un appuntamento che comunque è stato largamente preceduto da attività promozionali praticamente continuative tutto l’anno. Da più parti questa regolamentazione del commercio pare ormai come fortemente penalizzante per il mercato che si deve scontrare con una competizione sempre più agguerrita, anche di vendite non convenzionali, come quelle dei vari siti in web commerce, che fondano la loro aggressività sulla mancanza di struttura commerciale di vendita reale (il negozio di strada), e sulla possibilità di comunicare con una utenza molto allargata, e di gestire, a tutti gli effetti, una operazione logistica, più che una vendita di prodotti vera e propria. In questi casi la concorrenza è davvero molto agguerrita e riesce ad offrire prodotti “scontati” praticamente tutto l’anno senza dovere sottostare ai vincolo di regolamentazione comunali. Ebbene in Emilia Romagna le chiusure di esercizi tradizionali è stata imponente, così come la contrazione di vendite per quelli rimasti in vita (- 8% rispetto al 2012). In questa situazione è comprensibile che “la cassa” vince sui margini e sul profitto, per cui è importante incassare e fare girare denaro, molto più che creare profitti, Se poi si considera il livello di imposizione, contribuzione sul lavoro e tassazione locale e centrale delle imprese commerciali, il gioco è fatto. Non ci sono soldi e quindi occorre recuperare liquidità. I Commercianti sanno bene che la scommessa è dare impulso a forme nuove di commercio e a nuove alleanze operative in grado di “svecchiare” la proposta commerciale rendendola una opportunità vivace da cogliere per il consumatore italiano, ancora tradizionalmente legato al commercio tradizionale, anche se molti oramai hanno interrotto ogni rapporto con il territorio. Si consideri poi la snervante attività compiuta da centri outlet e discount organizzati che fioriscono come i funghi. Tutti oramai hanno capito che quelle strutture sono solo autonome operazioni di vendita di prodotti confezionati e realizzati apposta per la vendita “outlet”. Insomma il consumatore ha capito che i prodotti in vendita in questi centri outlet non sono oggetti di serie alla fine del loro periodo di vita, ma prodotti invece appositamente realizzati per gli outlet.I Commercianti tradizionali che animano le vie del Centro e della prima periferia sperano che questa tornata di saldi sia in grado di vendere le giacenze e di permettere di creare liquidità necessaria per il rinnovamento delle scorte , ma anche… purtroppo… per adempiere alle scadenze fiscali e impositive che non guardano in faccia nessuno.



