La Campania è costretta a fare i conti da vent’anni con un sistema illecito di smaltimento di rifiuti industriali. Ecomafie gestite dalla criminalità organizzata di cui si è tornato a parlare per le dichiarazioni del pentito, ex boss dei casalesi, Carmine Schiavone. Il territorio più colpito è quello visitato dalla Iena Nadia Toffa che nel programma in onda martedì sera su Italia 1 ha documentato l’esistenza di diverse discariche abusive tra Napoli e Caserta all’interno delle quali, tra l’altro, sono presenti rifiuti tossici. Le persone, da queste parti, si ammalano più facilmente. L’attività di chi coltiva frutta e verdura è sempre più a rischio per l’inquinamento dei terreni.
Intervistato dalle Iene, Schiavone racconta come “questa roba arrivava dalle centrali tedesche, austriache, svizzere. Arrivavano fanghi tossici, pittura, coloranti. Residui di amianto, piombo, cadmio, tutto”. Durissimo, invece, l’intervento del parroco di Caivano, don Patricello, che punta il dito contro lo Stato e chi lo rappresenta. “Non mi scandalizza il delinquente che ha sversato quell’amianto. Ma mi scandalizza la società civile che vede tutto questo. Questo è proprio il posto dove è venuto l’ex ministro della Salute Renato Balduzzi. Poi è andato via e non è successo niente” dice il parroco. Il problema non riguarda solo la Campania perché la frutta e la verdura che cresce dalla terra avvelenata viene poi venduta in tutto il Paese. Come testimoniato da alcuni contadini davanti alle telecamere delle Iene. Non viene fatto il nome, ma i coltivatori confessano che i loro pomodori, coltivati a un passo dai rifiuti tossici, vengono venduti sottocosto a una delle aziende produttrici di pelati più famosa d’Italia, presente in tutti i supermercati. A un prezzo ridicolo, 8 centesimi al chilo, di cui 7 di produzione. Un affare per chi compra, un dramma per chi poi se lo ritroverà a tavola.



